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LEOPOLDA/ Dalla protesta alla politica con “P”, arriva la sesta edizione

La prossima Leopolda «sarà una sopresa». A mettere un po’ di suspense ci ha pensato lo stesso Matteo Renzi. Ma nonostante l’effetto sopresa voluto dal premier («come sempre le scalette le decidiamo all’ultimo tuffo!», ha scritto nella sua ultima enews), la sesta edizione della Leopolda (11-13 dicembre) già si annuncia come una edizione chiave, diversa da tutte le altre del passato. Qualche indizio, in realtà, Renzi lo ha dato nei giorni scorsi: «La Leopolda ha aperto il sistema politico italiano, contribuendo a creare e formare una classe dirigente nuova. Sarà molto intrigante cercare adesso di capire cosa fare da grandi. E soprattutto come». Il titolo della manifestazione è ‘Terra degli uomini’, ispirato dal libro omonimo di Antoine de Saint-Exupery (lo stesso della canzone di Jovanotti). Il gruppo di lavoro, che fa riferimento come sempre a Maria Elena Boschi, si è arricchito della presenza di Simona Ercolani, l’autrice Tv che ha firmato programmi come ‘Sfide’ cui è stato chiesto di dare una mano per la regia della manifestazione. La pratica, come già in passato, è in mano alla Dotmedia con la fondazione Open a gestire l’evento. La Leopolda nelle sue cinque edizioni precedenti ha attraversato diversi territori. Nel 2010 l’esordio era stato segnato dal debutto della rottamazione. Allora protagonisti sul palco erano Matteo Renzi e Pippo Civati. Un’edizione ‘corsara’, tutta incentrata sulla protesta e la denuncia di quello che nel Paese non andava e che poteva essere cambiato con spinta messa in moto dalla rottamazione. Si entrava in confidenza con i primi vip dell’universo renziano: Baricco, Farinetti, Pif, Serra, Brizzi. L’anno dopo, nel 2011, la protesta aveva lasciato il passo alla proposta. Il simbolo di quella edizione era ‘Big bang’, uno slogan che era già un programma. È l’edizione delle idee che con gli anni sono diventate realtà, dalle riforme istituzionali con la fine del bicameralismo al jobs act. Ed è anche l’anno in cui comincia a definirsi il gruppo dei renziani della prima ora, da Lotti alla Boschi fino a Bonifazi e Richetti. O anche Giorgio Gori e Graziano Delrio. Il 2012 è l’anno della svolta, perchè coincide con la discesa in campo di Renzi per le primarie del centrosinistra (poi perse con Bersani). Lo slogan di quell’anno è ‘Il meglio deve ancora venire’. L’anno dopo, il 2013, è quello in cui la Leopolda allunga lo sguardo al Pd, con Renzi proiettato verso la vittoria del Congresso. Il vero cambiamento, però, è con l’edizione dell’anno scorso: lo scenario è completamente diverso con Renzi al governo. Non a caso, è l’edizione in cui il lavoro dei tavoli per le proposte e più enfatizzato. Visto che il gruppo della Leopolda ora è al governo del Paese. In questo senso, l’edizione di quest’anno è in una sorta di continuità, perché sarà l’occasione per verificare come gli interventi del governo Renzi stanno cambiando il Paese. Per quel che riguarda la logistica, per le sessioni di lavoro l’11 si inizia alle 18 e dalle 20,30 gli interventi. Il 12 ci saranno due sessioni, 9,30-13 e 14-20. Il 13 si lavorerà dalle 9,30 alle 13 con interventi e chiusura. Le maggiori novità dovrebbero esserci per la giornata di sabato, fino all’anno scorso dedicata ai tavoli (erano 100). Quest’anno non dovrebbero esserci, per una formula di dibattito più ‘open’. E se nei giorni scorsi si era parlato di un passo indientro dei politici, meno presenti che in passato, lo stesso Renzi ha spiegato che non sarà proprio così. «Per una settimana autorevoli commentatori hanno parlato di una Leopolda senza politici, quando è vero esattamente il contrario: la Leopolda è la casa della politica. Di una politica diversa da quella che i commentatori si aspettano, ma comunque politica. Anzi Politica, con la p maiuscola», ha scritto Renzi. Il ‘benchmark’ dell’evento restano però i singoli interventi, per i quali da giorni gli organizzatori stanno registrando un «boom». Le pre-registrazioni on line sono già partite, ma non sono obbligatorie. Si può anche prenotare il pasto: la cena di venerdì e/o il pranzo di sabato a 10 euro l’uno. Previsti anche menu per celiaci e per vegetariani. Chi vuole proporre un intervento dovrà inviarlo (con i propri dati) on line: 4500 caratteri e una griglia di argomenti che va dall’agricoltura all’università passando per diritti, Europa, integrazione, lavoro, smart city, sport tra gli altri. Banditi, sono i bagagli: «Non portateli», si legge sul sito. Per avere più spazio l’organizzazione ha abolito il guardaroba. Come sempre, i bambini sono i benvenuti: per loro area giochi e educatrici. Fondamentale, infine, il finanziamento: on line si può donare con carta di credito (da 5 a 250 euro o offerta libera), oppure è indicato l’Iban della fondazione Open. Sulla presenza dei volti noti le indiscrezioni impazzano e si parla di Samantha Cristoforetti, Roberta Vinci e Flavia Pennetta, Federica Pellegrini o Gregorio Paltrinieri e molti altri ancora. Tutti nomi, però, da confermare.

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