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RIMINI/ Stop ai minorenni e 68 telecamere, riapre il Cocoricò

Cocoricò: si torna in pista con nuove regole. Ieri sera, dopo uno stop di quattro mesi imposto dalla questura dopo la morte di un sedicenne per overdose di ecstasy, la discoteca di Riccione ha riaperto i battenti puntando molto sul fattore sicurezza. Prima novità, già annunciata nei giorni scorsi, il divieto di ingresso per i minori di 18 anni. I controlli sono rigidissimi e il personale all’ingresso è irremovibile: documento di identità alla mano o si resta fuori. Qualcuno ieri sera ha già avuto dimostrazione che non ci sono margini di manovra. Due ragazze arrivate a Riccione in treno per la serata Tunga, programmata per l’inaugurazione, non avevano con sè la carta di identità e i buttafuori non hanno voluto sentire ragioni: «Spiacenti sono le regole». Si torna a casa. Stessa sorte per una ragazza che, pur avendo la tessera universitaria e la tessera sanitaria, è stata costretta a fare dietrofront. Altra novità, già consuetudine nella maggior parte dei locali all’estero, il divieto di rientrare una volta usciti. O meglio: chi vuole rientrare deve pagare nuovamente il biglietto per intero. È stato dunque abolito il sistema del ‘timbrò sulla mano che consentiva di uscire e poi rientrare. «Questo – ha spiegato il direttore del Cocoricò Mauro Bianchi – per evitare il ‘nomadismò da e per il parcheggio dove qualcuno potrebbe andare per bere o assumere stupefacenti». E proprio i parcheggi sono stati fra l’altro transennati e illuminati a giorno. Vietato naturalmente entrare con bottiglie di alcolici. Qualcuno ci ha provato, ma è stato subito intercettato prima della selezione all’ingresso e le bottiglie sono state sequestrate. Nuove anche le due ampie aree relax fuori dalla ‘piramidè. Il tutto vigilato, dentro e fuori, da 68 telecamere ad alta definizione. «Non è un Cocoricò blindato ma controllato – precisa Bianchi -. Come abbiamo sempre fatto, cerchiamo di rendere il divertimento sicuro. Non ci siamo certo svegliati oggi. Manteniamo rapporti stretti con questura e carabinieri e segnaliamo persone sospette. Più teniamo fuori i malintenzionati, meglio è. Ci prendiamo le nostre responsabilità come prima della tragedia di questa estate». Il riferimento è appunto alla morte di Lamberto Lucaccioni, il 16enne sentitosi male al Cocoricò a luglio per un’overdose di ecstasy. Proprio questo episodio, sommato ad altre «irregolarità» verbalizzate dalle forze dell’ordine negli ultimi tre anni, avevano portato al provvedimento di chiusura per 4 mesi disposto dal questore di Rimini Maurizio Improta. La serata inaugurale, intanto, è scivolata via tranquilla. Centinaia di ragazzi, già in fila dalle 23, aspettavano dall’estate di tornare in pista al Cocoricò. Il prossimo banco di prova sarà domani: dopo la parentesi Tunga si riprende con la classica serata ‘Coccò. Per l’occasione, ricorda il direttore Bianchi, verrà proiettato il filmato di sensibilizzazione contro l’uso di droghe. «Speriamo che i nostri giovani colgano il messaggio», chiude.

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