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SCHEDA/ Lupi solitari Jihad in Europa, da Tolosa a Londra

L’imprevedibile spettro dei «lupi solitari» della jihad, del terrorismo islamico, si sta già aggirando per l’Europa da alcuni anni e ha già colpito più volte prima di materializzarsi la scorsa notte sulla metropolitana di Londra. I primi casi erano per lo più ascrivibili a soggetti «balordi» o che dichiaravano di ispirarsi ad Al Qaida – che spesso prendeva le distanze dall’individualismo di dubbia matrice. Ma con la nascita dello «Stato islamico» nel giugno 2014 ai «cani sciolti» viene riconosciuta nuova dignità, purché agiscano in suo nome. La pratica viene incoraggiata come parte di una strategia di logoramento globale del «nemico», che dà pari importanza ai gesti organizzati e guidati come a quelli individuali. Questi i casi più eclatanti in Europa. – 19 marzo 2012, Tolosa (Francia): un uomo apre il fuoco davanti una scuola ebraica, uccidendo un rabbino e tre studenti. Una settimana prima lo stesso killer, Mohammed Merah, un francese di origini algerine che rivendica legami con Al Qaida, aveva compiuto due agguati contro militari a Tolosa e a Montauban, con 3 morti e un ferito. Il 22 marzo, assediato in casa dalla polizia, Merah si uccide gettandosi dalla finestra. – 22 maggio 2013, Londra: due fanatici che si ispirano ad Al Qaida, Michael Adebolajo, 28 anni, Michael Adebowale, di 22, entrambi inglesi di origine nigeriana uccidono a colpi di machete e decapitano per strada nel quartiere di Woolwich il militare britannico Lee Rigby, 25 anni, e riprendono coi telefonini il loro gesto. Feriti e arrestati dalla polizia. – 20 dicembre 2014, Joué-les-Tours (Francia): un uomo entra con un coltello nel commissariato di polizia dove ferisce al volto una poliziotta e viene poi ucciso. – 21 dicembre, Digione (Francia): un uomo alla guida di un’auto travolge una folla e ferisce 11 persone al grido di Allahu Akhbar«. 22 dicembre, Nantes (Francia): un altro automobilista si lancia contro la folla uccidendo una persona e ferendone 9. – 14-15 febbraio 2015, Copenaghen: Omar Abdel Hamif El Hussein, 22 anni, danese di origine araba noto all’intelligence, spara sulle persone che partecipano a una commemorazione dei morti di Charlie Hebdo, uccidendo un regista. Poche ore dopo attacca una sinagoga e uccide un ebreo, prima di venire ucciso dalla polizia. – 26 giugno, Isère (Francia): Yassin Salhi, francese, entra nella fabbrica che produce gas, dove lavora, uccide e decapita il titolare e poi si lancia con il suo furgone pieno di bombole di gas contro l’impianto, che non esplode. Arrestato. – 21 agosto, treno ‘Thalys’ Amsterdam-Bruxelles-Parigi: il marocchino Ayoub El Kahzzani armato di Kalasnikhov e pistola tenta di sparare sui passeggeri, ne ferisce 3 (fra cui l’attore Jean-Hugues Anglade) ma viene immobilizzato da 4 turisti americani. Dal 2014 era segnalato dai servizi spagnoli per i suoi legami con l’Islam radicale. – 17 settembre, Berlino: Rafik Mohamed Yousef, 41 anni, iracheno, aggredisce con un coltello e ferisce alla gola una poliziotta e viene poi ucciso dagli altri agenti.

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