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Ginevra, allarme terrorismo: caccia a quattro sospetti

È massima allerta a Ginevra dopo la segnalazione dell’intelligence Usa sulla presenza di almeno 4 persone sospettate di legami con l’Isis che si preparerebbero a colpire. Mentre le autorità hanno fatto scattare la caccia all’uomo, un previsto incontro alla sede delle Nazioni Unite tra Usa-Russia-Onu in preparazione dei colloqui sulla Siria «è stato spostato in un luogo segreto». Nel mirino dei jihadisti «anche Toronto, in Canada, e Chicago, negli Stati Uniti», secondo quanto riferito dai media. Le autorità di Ginevra «hanno ricevuto ieri una segnalazione di individui sospetti che potrebbero trovarsi nella città o nella zona», si legge in un comunicato del Dipartimento di Sicurezza del Cantone. Il livello di vigilanza è stato alzato, con una visibile presenza attorno alla sede dell’Onu, dove per la prima volta sono state schierate guardie armate di mitragliatrici, all’aeroporto, alla stazione centrale, nei pressi delle sinagoghe. «Siamo passati da una minaccia vaga a una minaccia specifica», ha detto il responsabile della comunicazione de Dipartimento di Sicurezza di Ginevra annunciando che le alle forze di polizia sono state fornite anche le foto dei quattro sospetti. La Svizzera è stata indicata esplicitamente come un «obiettivo da colpire» in un paio di video pubblicati dall’Isis a gennaio, dopo la strage di Parigi contro Charlie Hebdo e l’ipermercato kosher. In un primo filmato, girato presumibilmente a Raqqa, la ‘capitale’ dello Stato islamico in Siria, la minaccia era partita da 3 jihadisti di origini francesi. Poi ancora, in un secondo video con un miliziano di presumibili origini tedesche. E i media rivelano che su un furgone trovato due giorni fa viaggiava anche un elemento «considerato vicino a Salah Abdeslam», il ricercato numero 1 dopo il massacro di Parigi del 13 novembre. Due settimane fa la stampa svizzera aveva parlato di «una cellula attiva» dell’Isis a Winterthur, a nordest di Zurigo, ma la notizia non ha trovato conferme ufficiali. Si deve risalire al 1997 e al massacro di Luxor perpetrato da una formazione jihadista per trovare attacchi che direttamente o indirettamente hanno preso di mira la Svizzera: in quell’assalto dei 58 turisti uccisi 36 erano svizzeri. (ANSA).

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