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“Ucciso” dal crac di Banca Etruria. Inchiesta per istigazione al suicidio

Si è tolto la vita per i centomila euro andati perduti con il crac di Banca Etruria, la vicenda è ora all’attenzione della Procura di Civitavecchia, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio. La vicenda dei clienti delle quattro banche rimasti penalizzati dal fallimento degli istituti assume dunque risvolti tragici, che vanno al di là delle manifestazioni organizzate negli scorsi giorni e che hanno portato la protesta fino a piazza Montecitorio a Roma. Anche ieri i titolari di obbligazioni subordinate di Banca Etruria si sono riuniti presso la Borsa merci di Arezzo per protestare con lo slogan «Avete salvato le banche, avete inguaiato noi». Il leader della Lega, Matteo Salvini, parla di «suicidio di Stato» e annuncia che oggi sarà a Civitavecchia a incontrare i risparmiatori truffati da Banca Etruria. Adusbef e Federconsumatori hanno espresso le condoglianze per la tragedia che ha colpito «un risparmiatore di Civitavecchia che si è suicidato dopo aver appreso di aver perso i risparmi di una vita investiti nella Banca Popolare dell’Etruria e Lazio, oggetto dell’esproprio criminale del risparmio anticipato del bail-in».
Il governo dal canto suo sottolinea come le regole del bail-in sono state decise in sede europea e peraltro sono state elaborate per evitare che le crisi bancarie vengano fatte pagare ai contribuenti. Inoltre il decreto salva-banche è stato approvato prima dell’entrata in vigore delle regole del bail-in proprio per salvaguardare correntisti oltre i 100mila euro (quelli sotto ai 100mila euro sono sempre salvaguardati) e obbligazionisti senior (cioè quelli che detengono bond meno a rischio).
ca dell’Etruria e prima di lui i suoi genitori. Quella fiducia violata. Un tradimento inaccettabile.
Il pensionato avrebbe lasciato a uno scritto – non è chiaro se sul computer o su un bigliettino – le ultime parole di spiegazione del suo gesto, in cui avrebbe chiamato in causa il crac della Banca popolare dell’Etruria e del Lazio, di cui era in possesso di obbligazioni subordinate, quelle a più alto rischio. Sarebbe stata la moglie a ritrovare il corpo senza vita del marito, che ha deciso di farla finita impiccandosi alla scala della sua villetta. A dare l’allarme è stata proprio la moglie che ha avvertito la polizia intervenuta sul posto.
La lettera è un duro atto d’accusa mosso a tutte quelle persone, dipendenti della Banca dell’Etruria, che con lui avevano avuto a che fare in questi ultimi mesi.
Quando la banca decide di cambiare il suo profilo nell’investimento, da basso rischio ad altissimo, gli ha impedito, con mille scuse e mille espedienti (così racconta la moglie al sito Etruria News) di rientrare in possesso del suo capitale e un lingottino d’oro. Nella lettera, l’uomo parla dei tentativi fatti, del responsabile titoli della banca che non gli ha mai detto realmente come stavano le cose. Del funzionario inviato dalla sede centrale di Arezzo (una donna) che ha continuato a rassicurarlo: «Luigino stai tranquillo, anche i miei genitori hanno fatto questo tipo di investimento. Se non fosse stato sicuro glielo avrei impedito io, non ti pare?». Correntista da oltre cinquant’anni con la filiale di Civitavecchia della Ban
ca dell’Etruria e prima di lui i suoi genitori. Quella fiducia violata. Un tradimento inaccettabile

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