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Uomo ucciso a Firenze, gli hanno sparato alla testa

Ucciso con un colpo di pistola alla tempia sparato a bruciapelo, come in un’esecuzione. Il cadavere di Giuseppe Raucci, operaio di 48 anni, di Prato, è stato trovato questa mattina nel bagagliaio di un’auto abbandonata in un parcheggio a Ginestra, nei pressi di Firenze. La moglie ne aveva denunciato la scomparsa in mattinata. Toccherà ai carabinieri del reparto operativo di Firenze cercare di fare luce sull’accaduto. Raucci vive da sempre a Prato. Secondo una prima ricostruzione ieri sera è uscito di casa con la sua auto, la Citroen C1 dove stamani è stato trovato morto, e non è più tornato. Il cadavere era nascosto con delle coperte. A notarlo è stato un passante, che ha visto sporgere una mano. L’uomo era rannicchiato. Aveva ancora i vestiti addosso. Un paio di jeans, un maglione e un giubbotto. Nelle tasche c’erano il portafoglio con i documenti. Un piccolo foro di entrata all?altezza della tempia non lascia dubbi su come sia stato ucciso. L’assassino ha usato un’arma di piccolo calibro. Il proiettile è uscito dalla nuca. Nell’auto non sarebbero stati trovati bossoli, segno che probabilmente Raucci è stato ucciso in un altro posto, poi nascosto nella Citroen e portato via. Ma la parola definitiva potranno dirla solo i risultati dei rilievi ancora in corso sulla vettura, intestata alla madre di Raucci ma in uso a lui da anni. L’auto si trovava in un parcheggio a pochi chilometri da Firenze, davanti a una carrozzeria nei pressi di un’uscita della superstrada Firenze-Pisa-Livorno. In queste ore gli sforzi degli investigatori, coordinati dalla procura di Firenze, sono volti a ricostruire le ultime ore di vita dell’operaio, le sue frequentazioni, il suo passato. Il suo cellulare, trovato all?interno della macchina, potrebbe fornire dettagli importanti. Per esempio potrebbe aiutare a capire con chi si sia incontrato prima di venire assassinato. Chi ha ucciso Raucci, prima lo ha picchiato, come testimoniano i segni riscontrati dal medico legale sull’addome e sulla schiena del 48enne pratese. Al momento gli investigatori stanno setacciando le sue frequentazioni, e nessuna pista è esclusa. Neppure quella che porta al mondo della droga. L’operaio pratese infatti fu arrestato dai carabinieri del Ros il 2 luglio 1993 nell’area di servizio di Firenze Nord mentre con un complice stava ritirando un carico di 173 chilogrammi di hashish da un camionista spagnolo. Secondo quanto ricostruito all’epoca dagli inquirenti, Raucci avrebbe avuto il compito di trasferire il carico nel Nord Italia per conto di un’organizzazione criminale.

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