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LIVORNO/ Rifiuti, il sindaco grillino Nogarin non molla

Il sindaco M5s di Livorno Filippo Nogarin, forte dell’appoggio anche degli esponenti nazionali del movimento, va avanti sulla questione rifiuti e domani proporrà al cda della Aamps, la società di raccolta dei rifiuti partecipata al 100% dal Comune gravata da circa 40 milioni di debiti, la strada del concordato preventivo. Oggi lo ha ripetuto in Consiglio comunale, presenti tra il pubblico diversi lavoratori della Aamps ma anche avversari politici la cui presenza è stata giudicata dallo stesso Beppe Grillo come una forma di «intimidazione» da parte del governo. Qualche grido, qualche dissenso – sebbene in un clima meno caldo della seduta di una settimana fa – ma anche, secondo gli esponenti M5s anche minacce di dare «una lezione» al sindaco e ai suoi sostenitori che hanno fatto scattare la solidarietà del movimento a Nogarin e ai suoi. «Il Movimento Cinque Stelle, con il concordato, salverà l’Aamps. Non con la flebo della ricapitalizzazione da cure palliative, ma con un’operazione chirurgica che assicurerà vita e benessere per i lavoratori e per il servizio essenziale che l’azienda svolge», ha detto Nogarin in aula, confermando l’atto di indirizzo di giunta sulla scelta di proporre al Cda, nell’assemblea straordinaria della società fissata per domani, l’avvio della procedura di concordato preventivo in continuità. Nogarin ha anche rassicurato sulla tenuta della Aamps dal punto di vista occupazionale. Il percorso del concordato è tecnico ma ha anche un forte valore politico: quello di indicare che i debiti accumulati da Aamps – è la tesi della giunta M5s – sono il risultato della gestione segnata dal precedente governo locale Pd, che sarebbe stato incapace di riscuotere il dovuto e, in alcuni casi, sarebbe stato troppo ‘indulgente’ con alcuni debitori. Una scelta, spiega Beppe Grillo, fatta «per il bene dei cittadini a cui non si vuol chiedere l’ennesimo sacrificio per tenere in vita un carrozzone foraggiato da anni e anni di clientelismo». La presenza del sottosegretario all’ambiente Silvia Velo in consiglio comunale, dove a margine della seduta ha definito «scellerata» la scelta del concordato preventivo, è stata letta dal M5s come un atto indebito: «Noi non ci stiamo a queste intimidazioni e a questo clima di terrore instaurato solo per andare contro al M5s», ha detto Grillo secondo il quale il governo «ha spedito il sottosegretario piddino Silvia Velo al consiglio comunale, che ha irresponsabilmente fomentato la protesta dei lavoratori con le sue dichiarazioni». E quanto alle minacce ricevute dal sindaco la solidarietà del fondatore del movimento corre ora su Tweetter con #IoStoConNogarin. «Oggi ero a Livorno – replica la Velo a stretto giro – per presentare le nuove norme sulle operazioni dei dragaggi nei porti e per parlare con i lavoratori. Io seguo da sempre i problemi della città, a differenza sua che si fa vedere da queste parti solo in estate per un caldo bagno al mare nella sua villa a Marina di Bibbona». Ma per i deputati M5s quella del governo è «benzina sul fuoco». In una situazione peraltro delicata dove la giunta di di Nogarin, che oggi peraltro ha varato l’esperimento di «reddito minimo di cittadinanza», poggia su una maggioranza appesa ad un voto dopo che tre consiglieri ‘dissidenti’ sono stati sospesi.

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