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L’ultima di Trump, pena di morte a chi uccide poliziotti

Donald Trump non si ferma e, con gli animi ancora accesi in seguito alla sua proposta di chiudere le porte dell’America a tutti i musulmani, torna a parlare alla pancia del Paese promettendo la pena di morte per chiunque uccida un poliziotto. Il tema e’ caro a quell’elettorato conservatore che punta il dito contro il presidente Barack Obama accusandolo di favorire il risentimento contro la Polizia (si pensi ai casi di Ferguson e Baltimora e oltre, che hanno suscitato la dura condanna di Obama) e Trump non manca di intercettarlo, lanciando anche cosi’ dal palco di un comizio in New Hampshire la sua promessa di ‘rifare l’America grande’. E confermandosi irremovibile: il tono del suo messaggio rimane di volta in volta intatto nonostante le polemiche, lo sdegno (anche internazionale), perfino i ‘rimproveri’ del partito che comincia a sentire il peso dell’ingombrante candidato. Trump e’ convinto di avere la gente dalla sua parte, forte dei sondaggi che pure registrano qualche nuovo tentennamento ma senza mai ribaltare davvero gli equilibri emersi fin qui. E non sembra nemmeno importargli che, stando ad un rilevamento Wall Street Journal/Nbc, la maggior parte degli americani -il 57%- e’ contraria alla sua proposta di vietare l’ingresso in Usa ai musulmani. Restano pero’ quattro su 10 gli elettori repubblicani che la approvano e non e’ un dato da poco. La partita pero’ a questo punto si fa politica con la posta in gioco altissima per il partito repubblicano che, e’ evidente, adesso e’ spiazzato, dopo che ogni tentativo di ‘mettere in riga’ Trump e’ caduto nel vuoto: dopo il passaggio del ‘tornado Trump’ il Grand Old Party potrebbe non essere piu’ lo stesso, si scrive e si commenta in queste ore negli Stati Uniti. Lui fa spallucce, minaccia si’ di correre da indipendente «se non verro’ trattato da frontrunner», ma poi aggiunge sicuro e determinato che una sua uscita dalla scena Gop resta «improbabile». A denunciare con maggiore vigore la spaccatura e’ invece l’altro candidato ‘non politico’, l’ex neurochirurgo afroamericano Ben Carson che minaccia a chiare lettere di correre da indipendente. Lo fa in risposta ad indiscrezioni pubblicate sul Washington Post che riferiscono di un incontro a porte chiuse tra i vertici del partito in cui si e’ discusso della possibilità di tenere una ‘brokered convention’, ossia una convention senza un candidato che abbia ottenuto la maggioranza dei voi dei delegati. «Se questo è l’inizio di un piano per sovvertire la volontà degli elettori e sostituirla con la volontà di una elite politica, assicuro che Donald Trump non sarà il solo a lasciare il partito», ha sbottato Carson. Da oggi pero’ Trump dovra’ fronteggiare una nuova sfida, quella degli hacker di Anonymous che, a quanto risulta ad alcuni media americani, gli hanno gia’ inviato un ‘avvertimento’ manomettendo il sito web della Trump Tower di New York. In un video postato online, un membro di Anonymous con la maschera di Guy Fawkes lancia il monito all’aspirante presidente degli Stati Uniti: «Donald Trump, abbiamo notato che vuoi bandire tutti i musulmani dall’ingresso negli Stati Uniti. Questa proposta avra’ un impatto enorme. Donald Trump, pensa due volte prima di parlare, sei stato avvertito».

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