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IL PUNTO/ Sarkozy vince in sette regioni, ma la gauche tiene a sorpresa

Strategia vincente. Il ‘cordone sanitario’ anti-Le Pen fortemente voluto dal governo del presidente Francois Hollande e dalla maggioranza socialista si è rivelato quello giusto. Non solo Marine Le Pen esce polverizzata con zero regioni contro le sei in cui era in testa nel primo turno. Ma la maggioranza e i loro alleati della galassia della gauche riescono a contenere la sconfitta anche rispetto ai Républicains. Data fino a pochi giorni come grande perdente, la coalizione della gauche – una sorta di ‘Fronte repubblicano unilaterale’ senza i sarkozisti – ottiene un risultato più che dignitoso, anche se lascia agli avversari la regione di Parigi. Cinque regioni (Bretagna, Languedoc-Midi-Pyrénées, Aquitaine, centro, e Borgogna), appena due in meno rispetto alle sette conquistate dai Républicains (Ile-de-France, Piccardia-Nord-Pas-de-Calais, Provence-Alpes-Cote-d’Azur, Normandia, Pays-de-la-Loire, Alsazia-Champagne-Ardenne, Auvergne-Rhone-Alpes). «A gauche non c’è stata l’annunciata disfatta e la destra non fa il Grande Slam», ha esultato stasera il segretario socialista, Jean-Christophe Cambadélis, secondo cui «l’unione della gauche ha funzionato» nelle regioni conquistate dai capolista Ps. Cambadélis ha anche salutato la «riscossa civica» nelle altre regioni in cui il rischio Fn era più elevato. In Piccardia-Nord-Pas-de-Calais e Provence-Alpes-Cote d’Azur, in cui la maggioranza socialista ha scelto di ritirarsi dalle liste già dal primo turno, l’estrema destra è stata sconfitta. Per la sinistra questa è la prova che il ‘Fronte repubblicano’ con verdi e gauche funziona ancora. Anche se non può più contare sulla destra neogollista di Nicolas Sarkozy. Secondo i primi commentatori, ha contribuito alla tenuta dei socialisti anche la recente impennata di popolarità di Hollande dopo i tragici attentati jihadisti del 13 novembre e i successi della Cop21. Anche se alla Rue de Solférino, storica sede del partito a Parigi, già si delineano mesi di aspro dibattito tra i partigiani di una nuova apertura a Verdi e sinistra radicale e quelli che invece sposano la linea ‘social-liberale’ dell’attuale premier Manuel Valls. Ma il dibattito si annuncia acceso anche in casa neogollista. Già questa sera, nonostante la conquista di sette regioni, si sono cominciate a levare le voci contro la leadership dell’ex presidente Nicolas Sarkozy che sogna una riconferma nel 2017. Il Front National è stato fermato grazie «all’unità dei républicains, l’unione del centro, il rifiuto di ogni compromesso con il Fronte Nazionale», ha detto l’ex presidente che non ha voluto aderire al ‘patto repubblicano’ con i socialisti. E però sono numerosi i rivali interni che vorrebbero fermare la sua corsa per le presidenziali del 2017. Tra i principali sfidanti nelle primarie dei Républicains – il prossimo autunno – l’ex premier e sindaco di Bordeaux, Alain Juppé, e l’ex premier Francois Fillon. Per Sarkozy è l’inizio della resa dei conti.

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