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Nasce il “Think Tank” renziano, “Xfactor” delle idee

Raccogliere idee «di tutti i tipi» per dare forma al pensiero della Leopolda. È l’obiettivo del «think tank» lanciato da Matteo Renzi nella sua unica apparizione odierna sul palco della kermesse fiorentina. Il progetto è affidato a Giuliano da Empoli e si chiamerà «Volta». Dovrà «valorizzare, al di là dell’esperienza della Leopolda, le storie di tanti di noi», ha spiegato il premier al quale ha fatto eco da Empoli: «Dovrà mettere insieme, e forse dare un senso compiuto alla Leopolda, che è l»X factor’ delle idee«. Dalla platea qualcuno auspica che sia un incubatore politico che aiuti a dare forma al »partito della Leopolda«. Guai però, avvertono i renziani, a parlare di nuovo embrione di partito o, peggio ancora, di nuova corrente interna al Pd, accusa che oggi è già rimbalzata da Roma, dove la minoranza si è riunita intorno a Gianni Cuperlo e all’ex segretario Pierluigi Bersani. Perchè ‘Volta’, e non ‘Boom’ (nome ‘bocciato’ dal presidente del Consiglio), forse lo spiegherà domani lo stesso Renzi: per ora le interpretazioni sono diverse e si rincorrono. A qualcuno ha ricordato uno degli slogan preferiti, forse il più fortunato, l’hashtag ‘la volta buona’. Altri hanno scomodato Alessandro Volta, per dire che serve ‘una scossa’ (magari proprio a quel Pd che, secondo chi è arrivato a Firenze, è troppo bloccato dai veti della minoranza). Altri ancora hanno puntato sull’architettura, pensando »all’arco e alla volta«, strutture portanti di qualsiasi costruzione. Di certo uscirà dai confini di Firenze: la sede del ‘think tank’, che partirà a gennaio, sarà a Milano e a Bruxelles, »in modo che ci sia la nostra voce nei luoghi dove si formano le idee per l’Europa«, ha spiegato lo storico consigliere di Renzi. »Un’enorme consultazione«, »un luogo dove non ci si concentra sui titoli dei giornali, ma su quello che sta cambiando la società«, ha proseguito sottolineando che dovrà ‘tradurre’ la politica italiana nel dibattito europeo, partendo proprio dalla proposta di un servizio civile europeo, »un’idea nata qui anni fa«, ha concluso da Empoli. Che non serva il partito della Nazione ne è convinto anche Roberto Reggi, direttore dell’Agenzia del Demanio, salito sul palco per sottolineare che »c’è già un progetto politico, partito dai territori, che ha trovato nella Leopolda un luogo dove è stato amplificato e non guarda agli steccati politici: io sono affezionato a quel progetto lì«, ha detto.

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