| categoria: Roma e Lazio

Ncc, sequestrate 54 licenze e indagate 70 persone

Blitz della guardia di finanza contro i titolari delle licenze Ncc rilasciate in altri comuni del Lazio ma che operavano stabilmente nella capitale. Dopo i casi di Campodimele e Greccio venerdì gli uomini delle fiamme gialle della Compagnia di Fondi, nell’ambito dell’indagine coordinata dal pm della procura di Latina, Giuseppe Milano, hanno sequestrato all’aeroporto di Fiumicino 54 licenze per noleggio con conducente rilasciate nel comune di Lenola. Settanta persone, tra amministratori comunali, dirigenti incaricati del rilascio delle licenze, nonché i beneficiari dei permessi, sono stati denunciati per abuso d’ufficio e falso ideologico.

Le indagini, durante oltre un anno, sono state originate da una denuncia delle sigle sindacali Legaltaxi. Associazione tutela legale taxi e Anar, rappresentati dagli avvocati Alessandro Marcucci e Fabio Ramacci. Si è scoperto che il Comune di Lenola, “negli ultimi cinque anni – rileva la guardia di finanza – ha rilasciato un numero di licenze per il servizio Ncc, sproporzionato” rispetto a una popolazione di soli 4mila abitanti. E infatti dalle indagini è emerso che nessuna delle 54 vetture operava nel comune laziale.

Non solo. La legge (la 21 del 21 gennaio 1992) impone agli autisti l’utilizzo di una rimessa nell’area del Comune che ha rilasciato la licenza, dove sono obbligati a rientrare al termine del servizio. Invece il parcheggio nel cuore del centro storico della cittadina non solo non è mai stato utilizzato dai concessionari, ma dai riscontri è emerso che il Comune non ha mai istituito quell’area come un parcheggio dedicato agli Ncc, utilizzandola quotidianamente come posteggio per i residenti.
Il meccanismo messo in piedi a Lenola alterava la concorrenza e gli equilibri di mercato, aumentando indebitamente e a dismisura il numero degli operatori impegnati su Roma. Che nonostante la soddisfazione per l’operazione appena conclusa, sottolineano: “Di questo caso e delle ricadute negative sul comparto era stata recentemente informata anche l’Autorità garante della concorrenza e del mercato – affermano le sigle sindacali Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Fit Cisl taxi, Uil Trasporti taxi, Ati taxi, Usb settore taxi, Associazione tutela legale taxi e Anar – Proviamo rabbia e frustrazione nell’assistere alla distruzione sistematica del nostro lavoro a vantaggio di chi ha costruito piccole e grandi fortune economiche sulla puntuale violazione delle leggi. La verità è che a Roma, dietro la retorica del libero mercato e della concorrenza, si nascondono contesti di radicata corruzione ed illegalità che richiederebbero immediati interventi a tutela degli operatori regolari”.

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