| categoria: politica

In Parlamento la prima proposta di legge sui testimoni di giustizia

Arriva in Parlamento la prima proposta di legge sui testimoni di giustizia. Il testo – dedicato alle testimoni Rita Atria e Lea Garofalo – è frutto del lavoro della Commissione parlamentare Antimafia e in particolare del V Comitato, è stato firmato da tutti i gruppi parlamentari e porta la prima firma alla Camera della presidente dell’Antimafia Rosy Bindi e al Senato del vicepresidente Luigi Gaetti (M5S). È la prima volta che ai testimoni, ovvero coloro che denunciano il crimine e il malaffare, viene dedicata una legge su misura. Finora infatti le disposizioni che li riguardavano erano contenute in un articolo della legge sui collaboratori di giustizia. Questo testo mette fine alla sovrapposizione tra le due figure e prevede una serie di misure che permettono di sostenere le attività economiche e professionali del testimone, garantire la sua sicurezza e aiutarlo, anche attraverso l’istituzione di un referente specifico, in tutte le fasi che seguono la decisione di testimoniare. «Sui testimoni di giustizia – ha detto Bindi – è stato fatto un lavoro molto serio e innovativo e questa legge lo dimostra. Sono molto soddisfatta della condivisione che in Commissione abbiamo raggiunto anche su questo terreno così impegnativo. È un segnale importante di unità del Parlamento che ci rende più credibili e forti nella lotta alla mafia. Con questa proposta di legge intendiamo superare le lacune del nostro ordinamento per dare dignità e serenità a chi ha scelto con coraggio di offrire un contributo alla verità e alla giustizia. Verso queste persone lo Stato ha un debito di riconoscenza e il dovere di attivare un sistema di protezione quanto più possibile personalizzato». Il coordinatore del V Comitato Davide Mattiello Pd, si sofferma sull’articolo che riguarda «le misure a tutela di quelle persone inserite in famiglie mafiose ma estranee alla commissione dei delitti che maturano la scelta di rompere e ricominciare altrove una vita nuova, come sempre più frequentemente accade con donne coraggiose e i loro figli». Il vicepresidente Cinque Stelle Gaetti auspica che ora «si faccia presto nell’iter parlamentare», mentre il capogruppo Cinque stelle in Antimafia Francesco D’Uva giudica il testo base «ottimo» e si dice «pronto ora a lavorare nel V Comitato sui collaboratori di giustizia». Il capogruppo Pd in Antimafia Franco Mirabelli sottolinea come il provvedimento «è atteso» e la firma di tutte le forze politiche sia «un successo». Perplesso il testimone di giustizia Luigi Coppola, coordinatore dei testimoni campani, che torna a chiedere l’applicazione del provvedimento varato qualche tempo fa che prevede un posto di lavoro per i testimoni di giustizia nella pubblica amministrazione. Attualmente la popolazione protetta è composta da 1230 collaboratori e 83 testimoni a cui vanno aggiunti 4902 familiari per un totale di 6215 persone inserite nel circuito tutorio

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