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ARGENTINA/ Svolta in economia, stop a restrizioni cambiarie

Dopo la svolta politica alle ultime elezioni, una drastica sterzata sul fronte economico: il governo del presidente dell’Argentina Mauricio Macri ha annunciato la fine delle restrizioni cambiarie in vigore nel paese fin dal 2011. A renderlo noto è stato il ministro delle finanze Alfonso Prat Gay durante un incontro con la stampa. L’obiettivo del governo è quello di «normalizzare l’economia in modo di poter riprendere la crescita», ha aggiunto il ministro, ricordando che «l’eredità» lasciata dal precedente governo presenta «una situazione complessa nella quale stiamo mettendo ordine». Il ministro ha poi sottolineato che il controllo dei cambi è in vigore «ormai da quattro anni», fatto che aveva provocato degli effetti pesanti, tra i quali la svalutazione del peso, il crollo delle riserve bancarie, lo stallo dell’economia e dell’occupazione. Da domani, «chi vorrà comprare» dollari potrà farlo «senza passare dall’Afip», ha aggiunto, riferendosi all’agenzia fiscale. Per le persone fisiche e giuridiche il tetto previsto nel nuovo sistema cambiario sarà di «due milioni di dollari al mese», com’era d’altra parte stabilito fino al 31 ottobre del 2011, quando sono state appunto introdotte le restrizioni. Per quel che riguarda invece «le operazioni commerciali nuove non ci saranno limiti». Prat Gay ha inoltre assicurato un aumento delle riserve della banca centrale «fra i 15 e i 20 miliardi di dollari nelle prossime quattro settimane». Il governo punta d’altro lato ad aumentare rapidamente l’ingresso di dollari a seguito delle trattative «con banche estere, gruppi agricoli ed imprenditori argentini pronti ad anticipare i proprio investimenti», oltre a negoziati – ha aggiunto – con Pechino «per convertire una parte delle riserve» della banca centrale «da yuan a dollari». Le incognite derivanti dagli annunci odierni, si sottolinea d’altra parte a Buenos Aires, riguardano l’impatto sulla svalutazione del peso, che a sua volta potrebbe avere dei contraccolpi sul fronte dell’inflazione.

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