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Gli ‘urtisti’ bloccano un ingresso del Colosseo: “Vogliamo lavorare in centro”

Un centinaio di ‘urtisti’, i venditori di souvenir, hanno bloccato per protesta uno degli ingressi al Colosseo contro la decisione del commissario Francesco Paolo Tronca di eliminare camion bar e gli stessi urtisti dai percorsi del Giubileo, nonché i centurioni dal centro della capitale. Già in precedenza l’ex sindaco Marino aveva disposto un’ordinanza per tutto il centro storico, a partire dal divieto a camion bar e urtisti di stazionare proprio davanti al Colosseo.

L’Anfiteatro Flavio è stato preso d’assalto. I venditori ambulanti sono sul piede di guerra dopo l’incontro di stamattina in Prefettura, racconta Celeste Astrologo, presidente Urtisti A2, dove era presente, tra gli altri, il commissario Tronca. “C’hanno chiesto di nuovo di presentare proposte di soste alternative perché quelle che gli avevamo fatto, con tanto di planimetria, secondo loro non andavano bene – dice Astrologo – per vendere souvenir è normale che ci servono soste frequentate da turisti. Ci stanno prendendo in giro. Rimarremo qui, non ci muoveremo perché ormai non abbiamo più nulla da perdere. Spero che facciano degli arresti di massa – prosegue – almeno potremmo rivolgerci a un giudice. Siamo 115 famiglie senza lavoro, con luce, gas, mutui, affitti e spese da pagare. Abbiamo tutti una licenza regolare, paghiamo le tasse e sono sei mesi che non lavoriamo. Siamo cittadini italiani, se ci vogliono cacciare da questo Paese – conclude la donna – ce lo dicessero e basta”.
“Non è possibile andare a vendere i souvenir dove i turisti non ci sono. In tutte le città italiane i souvenir vengono venduti nelle principali piazze storiche non si capisce perché questo non debba avvenire anche a Roma”, gridano i manifestanti ‘sfrattati’ dalle principali piazze monumentali della Capitale.

La tensione poi è salita. Il direttore del Colosseo, Rossella Rea, ha precisato che “il Colosseo è rimasto chiuso al pubblico per 30 minuti e stiamo valutando l’ipotesi di interruzione di pubblico servizio. Oltretutto sono state anche danneggiate alcune transenne”.

Secondo la ricostruzione fornita dalla sovrintendenza, gli urtisti sono arrivati alle 12.15 ad una delle entrate del Colosseo, facendo cadere le transenne che delimitano usualmente le file. Fino alle 12.45 il Colosseo è così rimasto chiuso al pubblico e, sempre secondo la sovrintendenza, solo alle 12.50 è stato riaperta una delle entrate, quella destinata solitamente ai gruppi, dando però l’accesso anche ai singoli visitatori. “I centurioni e urtisti hanno preso d’assalto il Colosseo. Accanto all’ingresso ci sono ancora sei-sette transenne che sono state fatte cadere durante la protesta”. I turisti accedono regolarmente dall’ingresso che si trova di fronte alla metropolitana, aperto dalla polizia.

“Soltanto noi stamani abbiamo bloccato l’ingresso dei turisti al Colosseo. Non c’erano altre categorie, men che mai i centurioni, e non vogliamo essere assolutamente coinvolti nei problemi di altre categorie – ha precisato Fabio Gigli, portavoce degli urtisti – Anzi diffidiamo chiunque a sostenere che stamani c’era qualcun altro oltre noi perché è assolutamente falso e credo, a questo punto, anche strumentale”.

Gli urtisti hanno manifestato prima in piazza Santi Apostoli e poi percorrendo via dei Fori Imperiali e si sono diretti verso il Colosseo. Qui hanno organizzato ”un presidio fisso – sottolinea Vittorio Moscato, urtista da 26 anni – finché non ci faranno lavorare”.

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