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Niente pioggia e neve, allarme siccità al Nord

Non c’è solo lo smog a preoccupare l’Italia. Anche la siccità; e a dicembre. Tanto che, secondo un’analisi della Coldiretti, senza precipitazioni rispetto alla media del periodo si arriva al 91% meno di acqua. Al nord la diminuzione delle piogge arriva all’80% mentre nella sola Lombardia i primi 10 giorni del mese sono stati ‘aridi’ con una riduzione del 96% di acqua. Un’allarme che sta provocando «una preoccupazione generalizzata nelle campagne» per «la situazione dei principali bacini idrici e dei terreni». Inoltre manca la neve sulle montagne, cosa che secondo i Consorzi di bonifica preoccupa anche la composizione di quella che dovrebbe essere un’importante scorta per le riserve idriche. Eppure, Utilitalia fa presente come tutto si poggi sulla capacità di pianficazione che finora l’Italia non ha avuto; cosa che ha negli investimenti, sui bacini e nella necessità di ‘tappare’ i buchi della rete idrica, i punti cardine da cui cominciare per «invertire la tendenza». Una delle conferme del periodo di siccità arriva anche dall’ago barometro della pianura padana: il fiume Po (monitorato in provincia di Pavia alla confluenza del Ticino), a ‘secco’ come se fossimo ad agosto, più basso di 2 metri rispetto allo stesso periodo del 2014, perchè quest’anno c’è stata la ‘scomparsa’ climatica dell’autunno. Ed è questo che alla Coldiretti preoccupa di più: dal Piemonte alla Lombardia, dall’Emilia al Veneto, si tratta del bacino in cui «si produce il 35% della produzione agricola nazionale, che è fortemente dipendente dalla disponibilità di acqua». «Bisogna investire per il mantenimento della capacità di invaso di bacini e serbatoi di accumulo e la riduzione delle perdite di rete, che in alcune aree del Paese sono superiori al 40% – spiega Fabio Bulgarelli, direttore generale di Utilitalia (l’associazione delle imprese idriche, energetiche e ambientali) – abbiamo bacini sottoutilizzati per deficit di investimento in sicurezza strutturale delle dighe. L’Italia è un Paese ricco di risorse idriche, tra i più ricchi in Europa – prosegue – e forse per questo per troppi anni si è data per scontata la disponibilità di questa risorsa, trascurando gli investimenti. Criticità superabili ma occorre invertire la tendenza; gli orientamenti dell’Autorità di regolazione sulle nuove tariffe saranno fondamentali». Al presidente dell’Anbi (i Consorzi di bonifica e di irrigazione), Francesco Vincenzi, «la situazione climatica al momento non allarma, se non localmente, solo perchè le campagne sono a riposo. La perdurante assenza di precipitazioni anche nevose è però preoccupante in prospettiva, perchè non si stanno ricaricando le falde e si stanno abbassando i livelli dei bacini idrici».

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