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BANKITALIA/ Pochissime “Etruria”, è stato fatto il possibile

«Ci sono pochissime ‘Banca Etruria’ in un sistema bancario solido». La Banca d’Italia prosegue la sua controffensiva mediatica dopo gli attacchi dei giorni scorsi nel giorno in cui gli azionisti di Veneto Banca, spaventati di trasformarsi in una di ‘quelle’ Etruria, votano sì alla trasformazione in spa seguita da aumento di capitale e approdo in Borsa. È incerto invece se arriverà già la prossima settimana, nel cdm di mercoledì, il decreto di riforma delle Bcc, altro pilastro della riforma del comparto bancario annunciato dal governo. L’iter del provvedimento, come emerso nei giorni scorsi, è in accelerazione e dovrebbe arrivare entro l’anno. Su Via Nazionale e Consob comunque non si arresta la pressione dei risparmiatori colpiti dalla risoluzione dei 4 istituti che chiedono un incontro al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e, ma su questo il fronte è diviso, chiedono un loro ruolo nell’arbitrato guidato dall’Anac. Per questo occorrerà attendere la formulazione delle norme. Ma sul blog di Grillo il M5s e Lannutti di Adusbef definiscono la nomina di Cantone ‘un trucco’ e tornano a chiedere le dimissioni del presidente della Consob Giuseppe Vegas. In attesa della partecipazione del governatore Ignazio Visco al programma ‘Che tempo che fa’ di Fabio Fazio domenica, il vice dg Luigi Federico Signorini, già direttore centrale per la vigilanza, rivendica il ruolo svolto da Via Nazionale nella vigilanza del sistema bancario: «Il commissariamento è una sconfitta e qualche volta le battaglie si perdono ma di quelle che si vincono non si parla». Signorini sottolinea infatti come nel resto del sistema che pure ha avuto tensioni e problemi in questi anni prima di crisi finanziaria e poi di recessione che ha fatto esplodere le sofferenza, non si sono viste le ‘vittime’ come fra banche di altri paesi (Francia, Germania e Olanda) o le iniezioni di aiuti pubblici che peraltro l’Italia non si sarebbe potuta permettere. Certo la Banca d’Italia agisce ‘con gradualità’ sia perché si cerca di riportare la banca in carreggiata sia perché questo prevedono i compiti e i suoi poteri e non può eccedere. Su un punto il vice dg non è entrato nel merito: la trasmissione a Consob dei risultati dell’ispezione dai pesanti risultati su Banca Etruria, taciuta al mercato dall’istituto. La prassi è comunque quella di fornire alla Commissione tutte le informazioni. Certo la vicenda delle 4 banche, pur rappresentando solo una quota minima degli attivi del sistema, ha segnato uno spartiacque nell’azione della vigilanza con l’applicazione seppure parziale delle regole Ue sul bail in. Ora si vedrà come andrà in porto l’operazione di trasformazione in spa seguita da aumento e quotazione di Veneto Banca mentre timori sono anche sull’altra veneta, la Popolare Vicenza, finita anch’essa al centro di inchieste giudiziarie e pesanti correzioni del valore delle azioni. Un sistema più ‘vecchio stile’ è stato usato per l’acquisizione della Banca Padovana, una bcc in amministrazione controllata rilevata dalla Bcc di Roma. A ripianare le perdite per i risparmiatori in possesso di subordinate è stato infatti il fondo del sistema del credito cooperativo che ci ha messo 28 milioni. Tutti fondi volontari, senza quindi incorrere nel divieto della Ue.

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