| categoria: economia

BCC fanno da sole, per cinque l’uscita della crisi è entro l’anno

Le Bcc fanno muro contro lo spettro della risoluzione per i loro 5 istituti commissariati che usciranno dalla crisi così entro l’anno o con risorse proprie o l’aiuto del sistema cooperativo. E mentre si è in attesa dell’agognato decreto sulla riforma che dovrebbe arrivare se non a fine anno all’inizio del 2016, il premier Matteo Renzi torna a ad annunciare che il governo «unificherà sempre più le banche del credito cooperativo, che sono anche belle ma devono essere più solide». L’Italia, ha detto, ha bisogno non «di banche di paese ma banche per il paese». Dal mondo del credito cooperativo, dopo i distinguo e qualche mugugno dei giorni scorsi alle parole del premier, si sciorinano i fatti per evidenziare le differenze con il resto del sistema bancario. Non solo le Bcc hanno contribuito al fondo di risoluzione per salvare le 4 banche, nessuna delle quali cooperative, ma ora si troverà una soluzione per quelle commissariate che non incorra nella censura Ue e non faccia subire perdite ai risparmiatori attraverso risorse tutte interne. In questo modo si toglieranno le castagne dal fuoco anche delle Banca d’Italia, in questi giorni sotto molteplici critiche. Venerdì è stata acquisita la Banca Padovana dalla Bcc di Roma con i 28 milioni di obbligazioni subordinate in mano ai piccoli risparmiatori che sono stati ripianati dal fondo di garanzia istituzionale del settore. Un intervento del fondo, citato anche dal governatore Ignazio Visco, che ci sarà anche con la Bcc Irpina e la Banca Brutia. Certo l’esempio delle 4 salvate e l’effetto negativo ingenerato ha solo rafforzato le azioni per mettere in sicurezza i 5 istituti, visto che queste misure sono una costante nel mondo del credito cooperativo. Una delle ultime è stata quella su Bcc Romagna, finita sì in liquidazione ma con l’intervento di Banca Sviluppo (che fa parte sempre del sistema cooperativo) a rilevare attività e passività e il fondo di categoria le sofferenze. Ritorneranno in bonis con risorse proprie le altre 3 banche commissariate: Cassa Rurale Folgaria, la Banca Cascina e la Bcc Terra d’Otranto. Tutti istituti non grandi certo ma piuttosto rilevanti nelle zone in cui operano così come è stato il Credito Trevigiano, uscito da qualche mese dall’amministrazione straordinaria.

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