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E adesso la Ue ha una nuova preoccupazione, la Spagna

L’emergenza Grecia è dimenticata ma non risolta, la questione Italia, nonostante la baldanza di Renzi è un dossier aperto a Bruxelles. Ci mancava la Spagna, fino ad ora saldamente in mano al dualismo politico Popolari-socialisti e ora precipitata dalle elezioni odierne in una situazione di pericolosissimo stallo. Dopo il voto di oggi apre un nuovo fronte di incertezza nell’Ue, non essendo chiaro chi governerà il paese nei prossimi quattro anni né quali saranno le scelte politiche, economiche e sociali. La vittoria del Partido Popular (Pp) di Mariano Rajoy, fortemente ridimensionato rispetto a quattro anni fa quando aveva ottenuto la maggioranza assoluta, appare insufficiente per garantire ai presidenti del Consiglio e della Commissione europei, Donald Tusk e Jean-Claude Juncker, considerati vicini alla cancelliera tedesca Angela Merkel, il proseguimento delle politiche ortodosse di austerità. Scelte che a loro avviso stanno dando i primi validi risultati delineando la fine della crisi, ma che i partiti di sinistra o le nuove formazioni euroscettiche e/o di protesta osteggiano, con intensità variabili a secondo del loro posizionamento. Difficile quindi che il Pp o anche il Psoe risultino in grado di governare da soli in Spagna e al momento l’ipotesi di una ‘Grosse Koalition’ alla tedesca pare molto lontana, a meno di un intervento in questo senso di re Felipe VI, ma è decisamente troppo presto per ipotizzarlo. L’Europa dell’austerità e dei conti in ordine innanzi tutto, non ama le incertezze – lo dimostra ad ogni piè sospinto – e oggi trema un po’ di più. L’Italia alza la testa, il premier Matteo Renzi chiede un approccio diverso da quello attuale, meno burocratico e più politico. Nell’Europa centrorientale all’euroscetticismo autoritario dell’Ungheria si è aggiunto quello della Polonia, mentre al centro dell’Unione la Francia vede la maggioranza dei suoi giovani votare per il Front National che dall’Unione vorrebbe uscire uccidendo di fatto il progetto dell’Europa unita. Senza dimenticare la Gran Bretagna, dove l’ipotesi di una Brexit è tutt’altro da escludere. Chi governerà la Spagna domani è impossibile dirlo, ma la fedeltà alla linea Ue è fortemente in dubbio. Se Podemos acquistasse un peso ed un potere le politiche di rigore finanziario rischierebbero di finire nel cassetto. E gli euroburocrati cominciano già a tremare.

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