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ISRAELE/ Scandalo sessuale, il ministro Shalom si dimette dal governo

Dopo giorni di rivelazioni, di accuse di molestie sessuali sempre respinte e definite false, Silvan Shalom ha gettato la spugna. Il vicepremier e ministro degli Interni israeliano oggi pomeriggio ha annunciato le sue dimissioni da ogni carica, compresa quella parlamentare. «Ne ho abbastanza – ha detto – di tormenti che cadono su di me e la mia famiglia, mia moglie, i miei figli e la mia anziana madre. La mia famiglia è completamente al mio fianco, ma non c’e’ alcuna ragione per il prezzo che sono costretti a pagare. In queste circostanze, ho deciso di dimettermi dalla mia posizione». Poi ha ricordato i suoi «circa 23 anni» di servizio allo stato in differenti ministeri con lo scopo di promuovere e raggiungere «importati obiettivi sociali e pubblici». E che Shalom fosse un cavallo di razza all’interno del Likud, lo stesso partito del premier Benyamin Netanyahu dal quale spesso ha preso le distanze, lo dimostra la sua posizione nell’establishment israeliano e anche all’interno del suo partito. L’attuale ondata di rapporti contro di lui è cominciata con una rivelazione di Haaretz su una serie di presunti incidenti andati avanti per piu’ di un anno. Rapporti che – ha ricordato il quotidiano – si sono aggiunti a quello di una prima donna che denunciò presunti atti da parte dell’ex ministro: la donna in questione sostenne che dieci anni fa Shalom le aveva chiesto un rapporto orale «abusando della sua autorità». Un’accusa che però non ha avuto seguito giudiziario a causa della prescrizione. In sostanza, secondo i calcoli dei media, sarebbero 11 le donne che lo hanno accusato di presunte avance sessuali «inappropriate». Oggi è infine arrivata la decisione di Shalom che ha provocato molti commenti. Tra questi l’ex leader dei laburisti Shelly Yacimovich ha detto che Shalom ha fatto bene a «non aspettare e a dimettersi. Su un piano personale ha fatto la cosa giusta». La viceministro degli Esteri Tzpi Hotovely – la prima del Likud a chiedere le sue dimissioni – ha detto che «non c’è posto in parlamento per lui» se è colpevole. Fatto sta che la mossa di Shalom priverà le prossime primarie del Likud di un uomo politico che già contese a Netanyahu la leadership del partito. Primarie che Netanyahu – si è appreso – ha intenzione di accelerare tenendole entro i prossimi due mesi.

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