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Tre sole Asl al via la riforma sanitaria toscana

È legge la nuova riforma della sanità toscana, approvata la scorsa notte a maggioranza al termine di una seduta fiume del Consiglio regionale proseguita a oltranza per 5 giorni consecutivi. Il provvedimento, che porta a compimento il percorso di riordino sanitario avviato da una prima legge approvata a primavera, al termine della legislatura, punta a una semplificazione del modello organizzativo ora incentrato sulle aree vaste. Tra i punti cardine c’è infatti l’accorpamento delle dodici aziende unità sanitarie locali in tre aziende, una per ciascuna area vasta (azienda Usl centro, azienda Usl ToscanaNord Ovest, azienda Usl ToscanaSud Est). Il provvedimento cancella la precedente legge e rende così più difficile lo svolgimento del referendum abrogativo sulla norma per il quale sono state raccolte 55 mila firme. Altre novità introdotte riguardano il modello organizzativo dipartimentale e della rete ospedaliera; il rafforzamento dell’organizzazione del territorio e dei relativi processi di governance; un nuovo modello di programmazione di Area vasta e dei relativi dipartimenti interaziendali. Sono previsti nuovi organismi di governo clinico, si interviene nella definizione delle competenze dell’Azienda ospedaliera universitaria Meyer nell’ambito della rete pediatrica regionale, e sulla istituzione di una Commissione di valutazione delle tecnologie sanitarie e degli investimenti sanitari. Nel riordino i dipartimenti interaziendali di area vasta rappresentano lo strumento di supporto alla programmazione di area vasta. Tra le novità anche i pronto soccorso pediatrici e la possibilità di svolgere visite specialistiche anche in due domeniche al mese per i residenti toscani. Nel complesso il nuovo assetto organizzativo delle Usl prevede il dipartimento come strumento di gestione e, per assicurare omogeneità sull’intero territorio regionale si individuano le caratteristiche dei dipartimenti dal punto di vista territoriale e ospedaliero, e anche le specifiche funzioni e competenze. È prevista poi una ridefinizione complessiva delle funzioni della zona distretto, del suo responsabile e del sistema delle conferenze, anche per ottimizzare le risposte territoriali all’integrazione sociosanitaria. Introdotta anche una revisione della estensione della zona distretto. La nuova organizzazione del presidio ospedaliero è incentrata sull’organizzazione dipartimentale. È istituita la nuova figura del direttore della rete ospedaliera, con funzione di presidio del funzionamento in rete degli ospedali nonché di supporto alla direzione sanitaria aziendale nella pianificazione e programmazione della rete ospedaliera

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