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Sanità, in Puglia miglioramenti ma non in ospedali

La Regione Puglia ha registrato processi che fanno registrare «un miglioramento significativo». Tuttavia «l’ospedale non e’ stato un punto di forza del miglioramento, il territorio molto di più». Lo ha detto Sabina Nuti, della Scuola universitaria superiore ‘Sant’Anna di Pisa’, illustrando a Bari, il report sui servizi sanitari della Regione Puglia riferiti al biennio 2014-2015. «La popolazione pugliese – si legge in una sintesi del report- presenta buoni indicatori relativamente alla mortalità ma con un leggero eccesso in riferimento a quella infantile e per le malattie cardiocircolatorie, la mortalità da suicidi è inferiore alla media nazionale. Per quanto concerne il ricorso al setting assistenziale ospedaliero, la Regione Puglia conferma una criticità nella capacita’ di governo della domanda, con un tasso di ospedalizzazione alto, per quanto in contrazione rispetto al 2013 e particolarmente elevato nella Asl di Foggia». (Adnkronos) – Secondo il rapporto «e’ molto elevato sia il tasso di ospedalizzazione per Drg Lea ad alto rischio di inappropriatezza, sia quello per ricoveri diurni di tipo diagnostico, sia, infine, quello per ricoveri ordinari medici brevi. Un maggiore ricorso alle cure domiciliari potrebbe contribuire a un recupero complessivo di appropriatezza. Tra il 2013 e il 2014 si riduce ulteriormente la durata delle degenze, sia di tipo medico, sia di tipo chirurgico, per quanto in questo secondo caso i valori siano ancora superiori alla media del network», rappresentato da una quindicina di enti locali (regioni e province autonome). «I dati che monitorano l’organizzazione dei processi ospedalieri confermano una generale difficolta’: i ricoveri ripetuti sono numerosi ed e’ bassa la percentuale di fratture di femore operate entro due giorni. Tra gli elementi critici indicati dalla ricerca presentata oggi, basata su 41 indicatori, il report del Sant’Anna parla di »tempi di attesa nei Pronto Soccorso pugliesi complessivamente contenuti ma un numero elevato di abbandoni segnala una insoddisfazione degli utenti«. Infine »il costo sanitario pro capite è in linea con le altre regioni ma per attività diagnostica e assistenza ospedaliera sono leggermente superiori«.
Secondo il rapporto «e’ molto elevato sia il tasso di ospedalizzazione per Drg Lea ad alto rischio di inappropriatezza, sia quello per ricoveri diurni di tipo diagnostico, sia, infine, quello per ricoveri ordinari medici brevi. Un maggiore ricorso alle cure domiciliari potrebbe contribuire a un recupero complessivo di appropriatezza. Tra il 2013 e il 2014 si riduce ulteriormente la durata delle degenze, sia di tipo medico, sia di tipo chirurgico, per quanto in questo secondo caso i valori siano ancora superiori alla media del network», rappresentato da una quindicina di enti locali (regioni e province autonome). «I dati che monitorano l’organizzazione dei processi ospedalieri confermano una generale difficolta’: i ricoveri ripetuti sono numerosi ed e’ bassa la percentuale di fratture di femore operate entro due giorni. Tra gli elementi critici indicati dalla ricerca presentata oggi, basata su 41 indicatori, il report del Sant’Anna parla di »tempi di attesa nei Pronto Soccorso pugliesi complessivamente contenuti ma un numero elevato di abbandoni segnala una insoddisfazione degli utenti«. Infine »il costo sanitario pro capite è in linea con le altre regioni ma per attività diagnostica e assistenza ospedaliera sono leggermente superiori«.

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