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NATALE/ Vince menu made in Italy, spesa di 99 euro a famiglia

A Natale quest’anno stravince la tradizione e sulla tavola imbandita torna il territorio, con prodotti e piatti tipici locali in una ricorrenza capace di evocare il valore della familiarità anche con i sapori di casa. Al palo dunque mode esotiche ed esterofile in cucina: predilette portate «tricolori» nel 79% dei casi, secondo la Cia – Confederazione italiana Agricoltori. Salmone, ostriche, frutta esotica verranno consumate con il contagocce. Mentre sarà un trionfo di prodotti e tipicità locali: ragù, bollito, tortellini in brodo, arrosti e dolci artigianali. Per le feste gli italiani, secondo Cia, prevedono di spendere oltre 3 miliardi per cibo e bevande. Lo spumante batte ancora lo champagne, scelto praticamente solo da un italiano su dieci. Solo per il cenone della Vigilia, stima ancora la Cia, si spenderanno quasi 950 milioni di euro: protagonista il pesce, che proprio in questi giorni tocca il picco di consumo dell’anno. Meno tonda la stima di Confesercenti che, sulla base di un sondaggio Confesercenti-Swg, prevede «una spesa complessiva di 2,6 miliardi di euro, in crescita del 5,7% sul 2014, per una spesa media di 99 euro a famiglia. A spendere di più, precisa Confesercenti, saranno i nuclei familiari del Mezzogiorno e delle Isole (118 euro), dove evidentemente la tradizione è più forte. A spendere di meno, invece, saranno le famiglie del Nord (83 euro in media)». Tuttavia, fa notare Confesercenti, «a crescere più di tutti sono gli italiani che rinunciano del tutto alle celebrazioni. Quest’anno le persone che hanno scelto di non festeggiare saranno il 6%, una percentuale che corrisponde a circa 2,8 milioni di persone, il triplo dello scorso anno». E sarà comunque un Natale sempre meno ‘con i tuoi’: pur se l’82% trascorrerà il 24 ed il 25 dicembre a casa o presso parenti e amici, nel 2015 saranno ben 4,7 milioni coloro che taglieranno il panettone fuori dalle mura domestiche«, evidenzia Confesercenti. Tra quelli in partenza sono 750mila gli italiani che scelgono l’agriturismo per le vacanze natalizie, secondo una indagine Coldiretti-Ixe’, con un incremento del 15% rispetto allo scorso anno. E poiché in tempi di crisi e di green economy non si spreca nulla, Fipe indica »sette regole di buon senso per un Natale senza sprechi« messe a punto con lo chef Andrea Berton del ristorante milanese Berton: acquistare prodotti di stagione; scegliere le ricette della tradizione perché consentono un uso più versatile del prodotto (es. gallina o cappone per il brodo, per il ripieno dei tortelli e come secondo piatto); scrivere il menu, non tenerlo a mente; pesare gli ingredienti; congelare rapidamente il prodotto avanzato, così si conserva fino a dieci giorni; riutilizzare le eccedenze (tiramisù con panettone, ad esempio); andare al ristorante, portando poi a casa quello che non si mangia al pasto.

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