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Riparte l’industria a ottobre, ma il commercio fatica

Riprende slancio l’industria italiana a ottobre, mentre il commercio ancora oscilla tra segni più e segni meno. Gli ultimi dati Istat mostrano infatti che il fatturato industriale, dopo tre cali consecutivi, segna a ottobre l’aumento maggiore da oltre tre anni: +2% rispetto a settembre. Bisogna tornare a agosto 2012 per trovare un risultato migliore. Anche rispetto allo scorso anno c’è un’espansione del fatturato dell’1,6%, nei dati corretti per gli effetti di calendario, e sono in crescita pure gli ordinativi. Aumentano del 4,6% sul mese e del 2,2% sull’anno nei dati grezzi. Va bene il mercato interno e, ancora di più quello estero, che vede incrementi congiunturali del 3,1% per le vendite e del 6% per gli ordini. Tra i settori, la maglia rosa spetta ancora una volta ai mezzi di trasporto, con in particolare la fabbricazione di autoveicoli in progresso del 31,8% per il fatturato e del 25,9% per gli ordini. «I dati Istat su ordini e fatturato confermano che la ripresa c’è e che le industrie italiane hanno ricominciato a produrre con maggiore continuità, ma nonostante questo dobbiamo prendere atto che l’impatto sulla occupazione ancora non c’è». Commenta il segretario confederale della Cisl, Giuseppe Farina. Sono meno univoci, invece, i dati sul commercio al dettaglio. Da una parte, infatti, le vendite diminuiscono a ottobre per il secondo mese consecutivo, con un calo dello 0,3% in valore da settembre, dall’altra parte c’è una crescita dell’1,8% rispetto a ottobre 2014, la più consistente da un anno e mezzo. A guidare gli aumenti sono gli acquisti di abbigliamento e pelletteria, prodotti tra i più penalizzati dalla crisi, che ora sembrano in ripresa. Inoltre la tendenza dei consumi negli ultimi mesi rimane positiva e dall’inizio dell’anno c’è una crescita dell’1%, che riguarda i prodotti alimentari e non, la grande distribuzione (+1,9%) e, in misura molto minore, i negozi tradizionali (+0,1%). L’ufficio studi di Confcommercio legge in questi dati «elementi di debolezza all’interno di un quadro economico in ripresa». Secondo Confesercenti, poi, le famiglie «sono prudenti e attendiste» nelle spese. Mentre Federdistribuzione è più ottimista e vede «sintomi di ripresa dei consumi» che «mandano un segnale positivo, anche in vista del Natale

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