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RIECCOLO/ Marino torna e attacca: “Roma sta peggio che con Alemanno Per colpa di Renzi ”

Arieccolo, quando non te l’aspetti Ignazio Marino torna in pista e spara a zero sull’ex amico Renzi. Si prepara a correre per le primarie? E’ una facile profezia. Sceglie l’Huffigton Post, l’ex sindaco marziano per sfogarsi attraverso un’intervista. Scelta non casuale, la testata è corsara ma defilata, è on line. Niente edicole, il messaggio è diretto ai suoi avversari, c’è tutto il sapore della vendetta. Il primo pensiero di Marino è per l’uomo che, nei panni di premier e segretario del Pd, gli ha tolto la poltrona di sindaco. “Roma sta morendo – esordisce Marino – asfissiata non solo per lo smog, ma per mancanza di politica e di democrazia. Renzi la sta governando da palazzo Chigi, aveva promesso soldi e l’arrivo dei super eroi, e invece la città sta peggio che con Alemanno: dalla neve da spalare siamo passati al guano degli uccelli che infesta i lungoteveri. Tronca e Gabrielli? Non sarebbe giusto attribuire a loro responsabilità politiche che sono tutte in capo al premier”. “Io penso in primo luogo alla missione incompiuta a Roma – spiega l’ex sindaco – Dopo un anno di lavoro intensissimo avevamo individuato le criticità che durano da decenni, dai rifiuti alle rotaie del metrò che da quarant’anni non vengono sostituite fino alle illegalità di Ostia a cui, nella Legge di Stabilità, Pd di Renzi e Ncd di Alfano stavano per fare un regalo, prima che io denunciassi la cosa in rete e li costringessi a fare retromarcia…”.
Marino svela un retroscena legato alle sue dimissioni: “A far traboccare il vaso, e dunque a prendere la decisione di cacciare il sindaco eletto democraticamente dai romani, ha contribuito in modo pesante il fatto che io mi sia opposto all’idea di Giovanni Malagò e di Luca di Montezemolo di realizzare il villaggio olimpico in un’area verde di Tor Vergata. L’assessore Caudo ed io volevamo progettarlo in un’altra area, tra la Flaminia e la Salaria, dove già esiste un vecchio collegamento ferroviario che si può trasformare in una metropolitana di superficie. L’idea non piaceva a chi vuole edificare nuove aree, realizzare quindicimila appartamenti in un ennesimo quartiere-ghetto: questa è la visione condivisa da palazzo Chigi. E vedrà che il prefetto Tronca, quando dovrà decidere, indicherà Tor Vergata. Non ho la palla di vetro, ma ho imparato a capire dove vanno gli interessi…”. Ma Tronca non c’entra, Marino lo assolve subito, anche per il fatto che il Lungotevere sia letteralmente sommerso dal guano: “Non sarebbe giusto né onesto attribuire responsabilità, che sono politiche, al prefetto Tronca. È di Matteo Renzi la responsabilità politica del blocco del piano che a settembre il consiglio comunale aveva approvato per la gestione di 11 miliardi, il contratto per la pulizia di Roma nei prossimi 15 anni. Avevamo posto tre condizioni, tutte e tre sospese. Si trattava di condizioni che miravano all’efficientamento del servizio e spingevano la società dei rifiuti Ama verso un percorso di aziendalizzazione anche con la ricerca di partner privati. Le scelte che abbiamo fatto su Ama hanno portato a un risparmio di 30 milioni nel 2015. Vedremo se ora il governo accetterà che vengano scalati dalla tasse locali”.

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