| categoria: sanità Lazio

Al via ospedale gestito da infermieri, test a Ladispoli

Parte l’ospedale gestito dagli infermieri. Con la presa in carico dei primi tre pazienti è iniziata ufficialmente questa mattina l’attività dell’Unità degenza infermieristica presso la Casa della Salute di Ladispoli-Cerveteri. La sperimentazione del nuovo modello assistenziale è incentrata su un’area di cure ‘a bassa intensità clinica’ dotata di posti letto, gestita 24 ore su 24 da personale infermieristico, dove però è garantita la presenza di un medico in turno nella struttura per eventuali necessità. Per il successo del sperimentazione, si legge in una nota della Asl Roma F, sarà determinante «l’impegno dei medici di medicina generale, che partecipano alla gestione complessiva del percorso assistenziale. I ricoveri – informa la Asl – potranno essere richiesti dai presidi ospedalieri, dai Cad (centri assistenza domiciliare), o dagli stessi medici di medicina generale e le richieste verranno analizzate da un’apposita ‘équipe valutativa territoriale’». La Asl Roma F ha organizzato il progetto all’interno della Casa della Salute, secondo il modello promosso della Regione Lazio, che è dedicato ad alcune tipologie specifiche di pazienti. A partire dalle persone non autosufficienti (anche temporaneamente), nella fase della malattia in cui non sono richiesti un elevato impegno tecnologico e la presenza/assistenza medica continuativa, come nel ricovero ordinario per acuti. L’Unità è dedicata poi ai pazienti che possono essere dimessi dall’ospedale per acuti ma hanno bisogno di mantenere e completare la stabilizzazione clinica raggiunta nel corso del ricovero acuto, e che hanno ancora necessità di tutela medica e di assistenza infermieristica continuativa nelle 24 ore prima rientrare a domicilio o essere trasferiti presso altra struttura. Infine la struttura è pensata anche per le persone che per la particolare situazione socio-sanitaria necessitano di un percorso diagnostico, terapeutico e di monitoraggio difficilmente gestibile a domicilio con l’assistenza domiciliare per la complessità clinico-assistenziale richiesta o per ragioni di tipo sociale nei casi in cui la famiglia o una struttura sociale non riescono comunque a supportare il paziente nella malattia. «Con questo ulteriore passaggio – ha commentato il direttore generale Giuseppe Quintavalle – ci avviciniamo al completamento delle attività assistenziali della nostra prima Casa della Salute, promuovendo sempre più l’integrazione con il territorio che è la caratteristica principale di un’azienda sanitaria ‘diffusa’ come appunto la Roma F».

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