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IL PUNTO/ Grigio e freddo Capodanno, Roma ha la testa altrove

Archiviamo in fretta questa notte di San Silvestro. Non è accaduto nulla. Un capodanno grigio, tutto sommato sotto tono. Roma ha la testa altrove, ha altro da pensare. Allarme terrorismo? Mai abbassare la guardia, ma non c’è stata ressa ai controlli al Circo Massimo, qualche ragionevole coda, nulla di più, niente colossali ingorghi, niente pathos, niente disservizi o incidenti di rilievo. Cento-centocinquantamila? Non ha fatto differenza e non è stato rilevante ai fini della cabina di regia. Lo stesso vale per gli eventi periferici. Roma si è divertita, ma senza esagerare. Sono stato più che sufficienti, pare, quelle centinaia di vigili recuperati tra mille difficoltà e dopo trattative complicate. Non hanno creato problemi i macchinisti, i trasporti hanno funzionato. Tanto rumore per nulla? Roma ci ha guadagnato qualcosa? Chissà. Tutto ha avuto il sapore di una cosa rimediata all’ultimo momento – perché non si poteva fare diversamente – e non tocchiamo l’argomento delle polemiche sugli affidamenti diretti e sulle scelte. Certo che un napoletano e dei pugliesi non hanno scaldato la platea capitolina, abituata a ben altro. Ci voleva qualcosa di forte, un richiamo carico di tensione, di entusiasmo, di orgogliosa romanità. Nulla di tutto questo. Passare dal “daje Rom” del disastroso Marino allo zero asettico, anonimo di mister Tronca è duro. Roma esprime Venditti, Baglioni, Totti, Candreva, Prioietti, e via via altri personaggio dello sport, della musica, dello spettacolo, andavano convocati a forza e messi in campo. Perfino il romanissimo Battista, con la sua vena popolare, avrebbe dato un po’ di calore al Circo Massimo. Niente, freddo e grigio. Giriamo pagina in fretta, Roma ha emergenze a josa da affrontare, e non può perdersi in chiacchiere. Il Concertone è stato un atto dovuto. Torniamo a pensare allo smog, al traffico, alle buche, agli errori clamorosi di gestione e di impostazione nella politica economica e del commercio. Sono in grado Tronca e i suoi di pilotare la città fuori dalle secche? Chi lo spiega ai romani che devono andare a 30 chilometri all’ora e stare al freddo? E che devono andare in bicicletta? Ma Tronca ha mai considerato che ci sono i colli e che la popolazione è anziana? Pensiamo anche al terrorismo, al flop del Giubileo, neanche il Papa porta alla svolta. Che delusione. E adesso cosa succede? I comunales sono una questione aperta, un problema grosso anche per Tronca, con tutti i suoi superpoteri. E poi c’è la politica. Evanescente, una sc atola vuota, oggi nella quale nessuno sembra volersi impegnare fino in fondo.Un grosso punto interrogativo e Renzi ha confermato che a giugno si deve votare, che la Giunta dei Prefetti dovrà lasciare il campo a un sindaco, ad una maggioranza. Ce la faremo in sei mesi?

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