| categoria: politica

Il 2016 parte con la grana RAI, ma Renzi pensa a Ue e Governo

Matteo Renzi torna a Firenze dopo il Capodanno trascorso a Courmayeur, tra relax, un po’ di lavoro ed una serata al cinema per vedere il gettonatissimo film di Checco Zalone. No comment sulla grana Rai: il premier crede nelle capacità del nuovo direttore generale e non vuole entrare nelle polemiche. Il vero rientro sarà dopo l’Epifania: se l’11 è atteso alla Camera un altro via libera alla riforma costituzionale, molto meno in discesa sarà l’iter delle unioni civili ma è il fronte con l’Ue, in attesa dell’esame della manovra, a marzo, da parte di Bruxelles, a tenere alta l’attenzione del leader dem. Renzi ha passato i giorni di vacanza in silenzio, preferendo non intervenire pubblicamente ne’ sulle polemiche per i rincari dei pedaggi ne’ sulla bufera che ha travolto la Rai per gli scivoloni nella serata del Veglione in diretta da Matera. Il premier ha massima fiducia nelle capacità manageriali del dg Campo Dall’Orto che oggi si è mosso con la decisione di riportare sotto il controllo di reti e testate il controllo dei contenuti dei programmi. Sono altre le priorità su cui il premier punta per il 2016, il referendum costituzionale in primis nel quale ad ottobre gli italiani si pronunceranno per approvare o bocciare il nuovo Senato. Alla consultazione il leader dem dà il valore delle elezioni di midterm e nella conferenza stampa di fine anno ha fatto chiaramente capire che se il referendum fallisse sarebbe pronto a lasciare. In realtà, i rivali politici, e anche la minoranza interna, aspettano Renzi al varco in occasione delle elezioni amministrative di giugno. Appuntamento che si annuncia pieno di insidie e rischi per il Pd non solo in città come Roma e Napoli, dove i dem sono alla difficile ricerca di un candidato, ma anche a Torino, dove la sinistra correrà da sola. Per ora, visti anche i sondaggi, al vertice del Nazareno si lavora per tenere Sel dentro la coalizione ma a metà gennaio Renzi ha intenzione di arrivare ad un chiarimento: o tutti accettano le primarie di centrosinistra ed appoggiano il candidato vincente o ognuno per se’. Se per il voto comunale non ha intenzione di fare campagna elettorale, Renzi non vuole allentare la presa per cercare di correggere la rotta della politica economica europea. «Le regole devono valere per tutti», è il tema che il presidente del consiglio è intenzionato a porre su vari fronti. Sui salvataggi bancari, ad esempio, non si esclude il ricorso da parte dell’Italia alla Corte europea contro la bocciatura del salvataggio di Tercas. Ma è sull’allentamento del rigore che Renzi, che a gennaio incontrerà sia Jean Claude Juncker sia Angela Merkel, vuole insistere, convinto che «un’Europa dei burocrati e dei vincoli» blocchi la crescita e, a livello di consensi, faccia il gioco dei populisti alla Le Pen e alla Salvini. Una prima risposta all’Italia arriverà nell’esame della manovra: Bruxelles dirà se il governo ha fatto bene o no ad usare i margini di flessibilità per la clausola degli investimenti e quella dei migranti. Renzi dà per scontato il via libera dall’Ue ma se così non fosse il governo sarebbe costretto ad una manovra correttiva. E soprattutto rischierebbe di vedere azzoppato il piano triennale di taglio delle tasse che, secondo il timing del premier, dovrebbe portare nel 2017 alla diminuzione di Ires e Irap e nel 2018 ad una rimodulazione degli scaglioni Irpef.

Ti potrebbero interessare anche:

Berlusconi: 'Monti? Uno dei tanti leaderini'
Ncd: Maurizio Sacconi capogruppo al Senato, Bianconi vice
Camera, a rischio i tagli sulle pensioni d'oro: dovrà decidere la Consulta
I Ministeri tagliano le auto blu, al via il check up della Madia
SONDAGGI/ Continua il crollo del Pd. Vola la Lega di Salvini
Salvini, ora la Lega è pronta a far ripartire la capitale



wordpress stat