| categoria: Roma e Lazio

Pressing su Fassina, ipotesi primarie di sinistra

C’è fibrillazione a sinistra in vista delle prossime elezioni comunali di Roma. Un’assemblea ‘apertà, da organizzare a fine gennaio, potrebbe sparigliare le carte della candidatura ufficiale di Stefano Fassina per Sinistra Italiana e preludere a vere e proprie primarie della sinistra. O magari, chissà, di tutto il centrosinistra, come auspicato dal presidente del Pd Matteo Orfini. Inizia, così, il pressing su Fassina, sia da parte di ambienti di Sel in cui cova malcontento, sia dai democratici. «Non so dove è stata decisa questa candidatura – si chiede Orfini -. Da noi le candidature le decidono gli elettori. Faccio un invito a Fassina: si misuri nelle primarie». Da Sel, Gianluca Peciola, esponente di spicco del partito a Roma, propone un «verifica pubblica nella sinistra diffusa che vada oltre i partiti, per costruire un percorso e vincere le elezioni comunali», dopo la traumatica interruzione dell’esperienza di Ignazio Marino (che, peraltro, potrebbe ripresentarsi). Dietro questa idea aleggiano critiche striscianti in alcune componenti di Sinistra Ecologia e Libertà della Capitale per la candidatura a sindaco di Fassina lanciata poco più di mese fa da Ostia. Il messaggio sarebbe questo: o si fa candidato di ‘tutta la sinistra diffusà o, per non spaccarsi, meglio allargare il campo. Tanto che lo stesso Peciola, su Fb descrive «scenari brutali» delle prossime comunali, sottintendendo la carenza attuale di una proposta vincente: «Roma giugno 2016 the day after. Sindaco post-fascista, vice sindaco leghista; sindaco grillino, vice sindaco grillino; sindaco renziano, vicesindaco anti renziano per bilanciare nel Pd». A fargli eco è un’altra rappresentante di Sel, Annamaria Cesaretti: «Bisogna dare la possibilità ai cittadini romani di tornare ad esprimersi democraticamente in un appuntamento aperto, oltre i partiti per discutere le priorità per il rilancio di Roma». «Con il centrosinistra abbiamo vinto e governiamo bene in quasi tutti i comuni e le regioni. Perchè dovremmo interrompere in modo artificioso progetti che funzionano?», si domanda Orfini in una intervista al Manifesto. Il presidente nazionale del Pd non crede che la linea di rottura dell’alleanza a Roma perseguita dal candidato Stefano Fassina, piaccia a tutta la sinistra: «La sua linea non rappresenta quella di tanti amministratori di Sel. Non mi sembra neanche un’impostazione che parla agli elettori e agli iscritti di quel partito». Fassina nel recente passato ha più volte escluso di voler partecipare alle primarie, annunciate dal premier Renzi nel mese di marzo. Per ora il segretario romano di Sel Paolo Cento è sulla stessa linea: «Impossibile un’alleanza con il Pd. Fassina è l’unico candidato che c’è, certamente la proposta va rafforzata e allargata». Ma non è escluso che la fibrillazione nel suo partito possa cambiare gli scenari, in un modo o nell’altro. «L’unica possibilità che ha il centro sinistra per vincere è presentarsi unito – sostiene anche il deputato dem Marco Miccoli -. Servono primarie aperte a cui partecipano tutti. È insufficiente, in questo contesto, sia la candidatura di Fassina, sia quella di un Pd che pensa all’autosufficienza».

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