| categoria: sanità

BOX/ Ostetriche, garantire il rapporto “one to one” per il parto

Garantire in un momento importante come quello del parto, e che richiede il massimo della sicurezza per la mamma e il bambino, un rapporto paritario ‘one to one’ tra la donna gravida e l’ostetrica, cosa che in alcuni casi per le carenze di organico non si riesce a realizzare. È la richiesta che arriva dalla presidente della Federazione nazionale collegi ostetriche (Fnco) Maria Vicario che, comunque, invita ad evitare «troppi allarmismi» dopo i casi di decessi di donne in gravidanza verificatisi negli ultimi giorni. «Le ostetriche offrono sostegno in tutto il percorso nascita e in generale le donne possono sentirsi tranquille perché, soprattutto al momento dell’ingresso in ospedale per il parto, avviene un processo di presa in carico molto articolato a partire dalla raccolta della storia clinica della paziente – spiega Vicario -. Tuttavia, per garantire i più alti standard di qualità e sicurezza e’ necessario implementare le dotazioni organiche, perché il parto merita un rapporto paritario ‘una donna un’ostetrica’ che, anzi, ad alcuni livelli, come quello della gestione delle emergenze, potrebbe persino non bastare». «L’entrata in vigore anche in Italia della normativa Ue su riposi e orari di lavoro in sanità, con le nuove norme ‘operative’ dal 25 novembre – aggiunge la presidente delle ostetriche – ha acuito la carenza di queste dotazioni di organico, a cui spesso si deve far fronte con chiamate a tempo determinato, che non permettono di ‘stabilizzare’ una vera equipe». Per questo, sottolinea, «abbiamo già chiesto al ministro Lorenzin di prendere in carico la problematica della dotazione di organico e di considerare l’esigenza di valutare un rapporto ‘one to one’ in sala parto. Chiediamo inoltre che dal momento che nella legge di Stabilità e’ stato previsto un piano straordinario di assunzioni allargato anche agli ‘operatori sanitari’, questa definizione – conclude – includa pure le ostetriche».

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