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Ilaria Cucchi al carabiniere: “Non ho paura delle querele”

«Le intercettazioni per me sono prove schiaccianti. I nuovi indagati, di fatto, confessano il pestaggio. Tra loro, senza che avessero motivo di mentire, gli inquisiti discutono delle strategie per avere la pena sospesa, usano quattro o cinque telefonini come fanno i banditi, uno insulta la ex moglie che gli ricorda di quando si vantava di aver picchiato Stefano. E in questi sei anni hanno taciuto, lasciando processare persone che sono state dichiarate innocenti». Intervistata da Corriere della Sera e QN, Ilaria Cucchi si dice dispiaciuta per i commenti violenti, ma non pentita di aver pubblicato su Facebook la foto di uno dei carabinieri inquisiti per il pestaggio del fratello. «Se ho sbagliato si vedrà. Io non ho paura, a differenza di altri». Pubblicare la foto «è stato un impulso, non ho resistito. Volevo che fosse chiara a tutti la fisicità di quella persona, di quell’uomo palestrato, rispetto a mio fratello che pesava 40 chili», dichiara Cucchi. Sulla denuncia da parte del carabiniere «non c’è problema: io non porto divise e mi assumo le mie responsabilità. Ma basta con le ipocrisie, sono stanca: hanno massacrato un ragazzo, poi hanno nascosto le prove arrivando a sbianchettare un registro ufficiale, hanno taciuto e mentito. E adesso querelano? Si vede che non hanno altra strada. Piuttosto – osserva – mi chiedo come sia possibile che questi carabinieri, tra cui quello che medita di rapinare gli orafi se lo cacciano, siano ancora in servizio; che girino armati con le pistole di ordinanza». 

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