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Migranti, a Bruxelles si teme l’effetto domino: “La fine di Schengen è un rischio reale”

“UN impegno politico a coordinarsi, a consultarci evitando iniziative unilaterali sarebbe già un risultato positivo, altrimenti rischiamo l’effetto domino”. Sotto il quale Schengen crollerebbe mettendo fine a sessant’anni di sogno europeo. Queste parole arrivano dagli uffici del presidente della Commissione Jean-Claude Juncker alla vigilia del vertice tra il responsabile dell’Unione europea, Avramopoulos e i ministri degli Interni di Svezia e Danimarca, che hanno ripristinato i controlli alle frontiere, e Germania, coinvolta perché il blocco si ripercuote sui suoi confini. E il fatto che un sempice impegno verbale ad evitare altre fughe in avanti rappresenterebbe un successo, la dice lunga sul clima di preoccupazione che si respira a Bruxelles.

Nessuno si fa illusioni sul fatto che Stoccolma e Copenaghen rinuncino al ripristino dei controlli, peraltro legali per due mesi se legati a ragioni di sicurezza, nessuno spera che finalmente i governi dei Ventotto trovino la volontà comune di fare un passo avanti nella gestione della crisi rifugiati. Al contrario, a prevalere sono i timori.

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