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Nucleare incombe nella campagna Usa, Obama nel mirino

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama sotto attacco per il nucleare nordcoreano (e iraniano). All’indomani dall’annuncio di una stretta sui controlli per le armi attraverso decisioni esecutive che gli valgono il fuoco di fila del fronte repubblicano, adesso è la sua politica estera, e in particolare in tema di nucleare, l’oggetto di una dura offensiva dopo che Pyongyang ha rivendicato di aver condotto un test nucleare. Un ‘regalo’ al fronte repubblicano nella campagna elettorale che si surriscalda in vista delle primarie al via tra quattro settimane circa e che non manca di riaccendere le critiche contro quell’accordo sul nucleare iraniano che uno ad uno i candidati repubblicani ribadiscono di voler revocare. A guidare il coro della sfida è il senatore del Texas Ted Cruz che non tarda ad indicare gli sviluppi in Corea del Nord come l’esempio della «fallimentare» politica estera di Obama e Clinton, l’ex segretario di Stato probabile candidata democratica per la Casa Bianca. E lancia l’allarme usando l’episodio a memento di quanto si dice certo che «accadrà con l’Iran», impegnandosi quindi -se eletto- a revocare quell’ accordo come primo atto da presidente. Marco Rubio non e’ da meno: «Ho messo in guardia sul fatto che la Nord Corea e’ gestita da un pazzo che sta espandendo il suo arsenale nucleare mentre il presidente e’ stato fermo a guardare», ha detto il senatore della Florida. «Se questo test verrà confermato, sarà solo l’ultimo esempio dei fallimenti in politica estera di Obama e di Clinton», ha continuato. «I nostri nemici in tutto il mondo stanno approfittando della debolezza di Obama. Abbiamo bisogno di una nuova leadership che si opponga a persone come Kim Jong-un e mantenga l’America al sicuro». Le critiche vanno a ritroso e di almeno due decenni, perche’ in queste ore non si manca nemmeno di ricordare come un accordo con Pyongyang fu raggiunto nel 1994 durante l’amministrazione di Bill Clinton. L’allora first lady, ma soprattutto poi ex segretario di Stato di Obama, e’ adesso in corsa per la Casa Bianca e dagli avversari le viene cosi’ ‘riconosciuto’ il ruolo nel porre le basi per l’accordo iraniano – rivendicato con forza dalla stessa candidata democratica – ritenendola quindi, insieme con il presidente Obama, responsabile per aver reso l’America -e non solo- più vulnerabile agli umori di Pesi ritenuti non affidabili. Hillary Clinton da parte sua «condanna con forza» le indicazioni su un possibile test nucleare effettuato dalla Corea del Nord, sottolineando che «non si può cedere o incoraggiare in alcun modo questo tipo di bullismo». Per il resto pero’ non risponde o contrattacca. Cosi’ come Obama prende tempo: il presidente e’ stato informato e parlerà in qeaste ore con il leader di Giappone e Corea del Sud, ma al momento la Casa Bianca si limita a manifestare dubbi sulla veridicità del test nucleare pur riconoscendo la «una provocazione e una violazione delle norme internazionali».

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