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Cina, nuovo crollo in Borsa. Europa trema

Le contrattazioni alla Borsa cinese sono state sospese per eccesso di ribasso. L’agenzia di stampa ufficiale Xinhua ha riferito che le contrattazioni a Shanghai e Shenzen sono state sospese per la giornata, dopo che le azioni sono crollate di più del 7% in soli 29 minuti, portando le autorità di mercato a chiudere in anticipo le contrattazioni. È la seconda volta in questa settimana che i mercati cinesi vengono sospese per eccesso di ribasso. L’effetto Cina non ha tardato a farsi sentire sulle altre principali piazze asiatiche: Tokyo perde il 2,3%; Hong Kong termina a -3,09%.
Dopo il nuovo crollo che ha portato alla chiusura anticipata delle Borse (consulta gli indici in tempo reale), la Cina ha inoltre deciso di prolungare le limitazioni di vendita da parte degli azionisti, il giorno precedente alla scadenza del divieto stabilito a luglio. Il divieto in vigore dallo scorso luglio per sei mesi rientrava nelle misure adottate per contrastare il drammatico crollo della scorsa estate quando le Borse cinesi avevano bruciato oltre 3.200 miliardi di dollari in valore. Il divieto impedisce ai «grandi azionisti» – quelli con più del 5% in una società quotata – di vendere la loro partecipazione. La scadenza prevista per domani, 8 gennaio, ha probabilmente inciso sulla robusta ondata di vendite. Il divieto, ha annunciato il regolatore del mercato Csrc sul sito web, sarà ora sostituito da una norma che impedisce a tali azionisti di vendere più dell’1% della società ogni tre mesi.
A pesare sui listini orientali anche la decisione della la Banca Centrale cinese di svalutare nuovamente lo yuan dello 0,51% nei confronti del dollaro, al livello più basso dal 2011, e le preoccupazioni per gli esperimenti nucleari in Corea del Nord e le tensioni tra Arabia e Iran.

Nella giornata di mercoledì, festiva in Italia ma con le attività finanziarie in pieno corso, le turbolenze dei mercati asiatici avevano trascinato con sé tutte le principali piazze europee. E Milano era stata la maglia nera del Vecchio continente con una chiusura a -2,67%. Anche giovedì, all’apertura delle contrattazioni Piazza Affari ha fatto registrare un risultato negativo: la partenza del FtseMib è stata segnata da una perdita del 3,21%; quella del Ftse It All Share ha avuto invece un -2,98%. L’indice principale ha poi recuperato parzialmente il rosso, arginando le perdite al 2,5%.
Pesante anche il resto d’Europa con Parigi in flessione di oltre il 3% un paio d’ore dopo l’apertura; Francoforte sfiora addirittura una flessione del 4% e Londra del 2,8%.

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