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Egitto, spari contro bus di turisti israeliani alle Piramidi

Un autobus di turisti arabo-israeliani ha avuto vetri infranti da spari esplosi davanti a un hotel del Cairo sulla via verso le Piramidi durante uno scontro tra forze di sicurezza e sconosciuti. L’autobus era vuoto e nessuno è rimasto ferito ma l’episodio si profila come un nuovo colpo all’industria turistica egiziana messa in ginocchio dal terrorismo dell’Isis. Il ministero dell’Interno egiziano ha precisato che una quindicina di persone hanno dapprima lanciato «petardi» verso le guardie dell’hotel (il «Barcel¢ Cairo Pyramids», situato a circa 5 chilometri dalle Piramidi di Giza). Quando forze di sicurezza sono intervenute per disperdere gli assalitori, uno di loro esploso proiettili di gomma – o comunque non normali munizioni – infrangendo vetri del’hotel e di un bus turistico che si trovava davanti. Il dicastero, annunciando un arresto, non l’ha precisato ma un autorevole media ha segnalato che gli assalitori erano simpatizzanti dei Fratelli musulmani, messi al bando in Egitto e al centro di tensioni in vista del quinto anniversario della rivoluzione egiziana che li portò al potere prima di essere defenestrati da una contro-rivoluzione popolare a guida militare. Il coinvolgimento di un bus turistico e di un hotel vicino alle Piramidi nell’episodio pur incruento non è stato certo un bello spot per il turismo egiziano, già ferito il 31 ottobre scorso dall’attentato da 224 morti compiuto contro l’aereo charter britannico carico di turisti russi che tornavano da Sharm el-Sheikh. Rivendicato dall’Isis, il bilancio di vittime ha superato di molto quello del peggiore attacco terroristico perpetrato fino ad allora contro il turismo in Egitto (le bombe di Al Qaida a Sharm el-Sheikh del luglio 2003 che causarono 88 vittime). Una sequela di attacchi minori, episodi non chiari come l’uccisione di due poliziotti nei pressi delle Piramidi nel giugno scorso e azioni ‘autolesioniste’ come il raid aereo nel deserto occidentale in cui morirono sei turisti messicani in settembre hanno contribuito ad offuscare il paradiso di archeologia e pesci tropicali che è l’Egitto. L’Isis impegnato in una guerriglia aperta nel nord del Sinai e i Fratelli musulmani in bilico sul crinale della protesta violenta di strada che a volte scivola nel terrorismo sanno che il punto di forza (ma anche la debolezza) del governo dell’ex-generale Abdel Fattah Al-Sisi è proprio il turismo: è l’attività più importante del settore terziario egiziano e una delle maggiori fonti di valuta pregiata del paese. Attività anche soggetta a umori creati dalla percezione di sicurezza che l’Egitto aveva appena cercato di far dimenticare la notte di Capodanno con uno spettacolo di fuochi d’artificio e luci proprio attorno alle piramidi

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