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BANCHE/ Padoan, chi è stato ingannato va risarcito

«Il governo sta già lavorando a pieno ritmo per definire gli aspetti tecnici» della procedura arbitrale «per risarcire chi è stato ingannato e si è assunto un rischio che non si doveva assumere». Il ministro Pier Carlo Padoan spiega la posizione del governo nel giorno in cui c’è stato il primo faccia a faccia tra i vertici delle ‘nuovè Banca Marche, Etruria, CariChieti, CariFerrara e la delegazione delle Vittime del salva-banche. Nell’incontro, che si è tenuto nella sede romana di Banca Marche, le 4 banche hanno sottolineato che la priorità va data ai più bisognosi ma entro le norme fissate dal governo e le autorità tenendo conto dei paletti Ue. «Le banche hanno confermato anche in questa sede un’ampia disponibilità a confrontarsi su tutte le posizioni emerse, ribadendo la priorità nel voler supportare i risparmiatori più bisognosi, nel pieno rispetto delle responsabilità di ciascun attore coinvolto e del quadro normativo vigente», affermano. E la consigliera indipendente delle 4 banche, Maria Pierdicchi, ha spiegato che «risposte concrete sui criteri dei rimborsi saranno contenuti nel decreto interministeriale che il governo dovrà emanare quanto prima con l’obiettivo comune di accelerare sulla definizione delle norme per andare incontro ai risparmiatori». Il lavoro sui decreti da parte di tutti i soggetti coinvolti prosegue ma per metterli a punto ci vorrà ancora del tempo. Ma l’appuntamento, a cui non ha partecipato il presidente delle 4 ‘nuovè banche Roberto Nicastro per impegni precedenti, ha sostanzialmente deluso le aspettative dei risparmiatori. «Non ci sono novità rispetto a quello che sapevamo. Il fondo di solidarietà rimane l’unica soluzione», ha detto la portavoce del comitato vittime Salva banche, Letizia Giorgianni. «Le banche non si spostano rispetto a quanto formalizzato dal decreto». Ed in merito ad oggi «non parliamo di dialogo ma sicuramente un contatto c’è stato», ha sottolineato. Il comitato chiede così direttamente al governo di «modificare il decreto», che ha salvato le quattro banche ma che ha azzerato i risparmi di migliaia di clienti, e nel frattempo «continuerà la protesta nelle sedi contro il governo, Bankitalia e gli organi che non hanno vigilato», ha ribadito Giorgianni. Una manifestazione è prevista per il 12 gennaio davanti alla Consob, lo stesso giorno in cui Nicastro incontrerà i segretari generali dei sindacati del settore credito. Nelle ultime settimane si sono moltiplicati gli episodi di frizioni, a volte anche pesanti, fra i clienti e i dipendenti delle banche, che hanno allarmato i sindacati. L’ultima circostanza è stato il pacco bomba rinvenuto davanti una filiale di Banca Etruria a Perugia. Intanto le associazioni dei consumatori chiedono di far luce sull’operato dei commissari di Bankitalia su Banca Etruria. Adusbef e Federconsumatori spiegando che poco prima del commissariamento da parte della Banca d’Italia un Fondo di investimento inglese, Anacap, propose di acquistare tutte le sofferenze, circa 2 miliardi di euro, ad un prezzo tra il 28 ed il 32% del valore nominale. Il valore minimo, sottolineano le due associazioni, dato da Anacap alle sofferenze di Banca Etruria era quindi nel febbraio scorso di 560 milioni di euro, «un prezzo svilito dalle valutazioni di Bankitalia»

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