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Coincidenze o una regia dietro alle violenze alle donne nelle piazze europee?

C’è uno schema preciso dietro alle violenze alle donne nelle piazze europee la notte di capodanno? Si tratta di una serie impressionante di coincidenze o è il primo passo di una sofisticata strategia di destabilizzazione da parte di una mente lucida e perversa che muove i burattini del terrorismo? C’entra l’estremismo musulmano che combatte l’empietà delle donne occidentali libere e non sottomesse? Il quadro è confuso e non consente di dare risposte accettabili in nessuna direzione. Certo è singolare che tutto sia accaduto con una sincronia di tempi e di modalità di violenza che è difficile pensare accidentali. Che diversi dei fermati siano rifugiati in attesa di asilo, che la componente musulmana nella maggior parte degli episodi sia acclarata deve far riflettere. Se si arrivasse alla peggiore, alla più inquietante delle conclusioni (embrionale azione preordinata per mettere in scacco il sistema occidentale) si dovrebbe accettare il fatto che il terrorismo può trovare armi psicologicamente efficaci al di là delle bombe. La donna occidentale scandalizza l’estremismo islamico, è vulnerabile, la si può colpire e “punire”. Prendiamo in esame anche una ipotesi estrema e contraria, che qualcuno, un altro burattinaio, abbia messo in campo questa strategia per aumentare l’odio contro l’islam, contro i migranti, contro gli invasori. Una mossa cinica ma perfetta. Scatenare la reazione delle opinioni pubbliche in quei paesi che stanno soffrendo l’invasione. Verosimile come strategia? Efficace, se si deve tener conto degli effetti che le violenze della notte di capodanno hanno avuto in questi giorni.

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