| categoria: sanità Lazio

Anche Italia Nostra scopre e denuncia il caos della sanità capitolina

«È di oggi la notizia di quanto sta accadendo al pronto soccorso dell’ospedale San Camillo/Forlanini con pazienti sistemati con materassi nei corridoi in attesa di avere un vero efficiente ricovero. Questa situazione insostenibile accade, anche se con meno drammaticità, in tutti i pronto soccorso degli ospedali di Roma : al Policlinico,al Sandro Pertini, al San Giovanni e perfino al Gemelli. La colpevole scelta di chiudere man mano gli ospedali pubblici con le loro valide strutture e i loro pronto soccorso sta peggiorando i servizi sanitari pubblici con gravi rischi per la salute dei cittadini. È evidente che l’apertura delle cosidette ‘Case della salutè con i loro servizi ambulatoriali rivolti ai casi di codice bianco o al massimo verde, non ha potuto sostituire i pronto soccorso con i loro numerosi posti letto e le visite specialistiche collegate cancellate con la scomparsa di tante strutture pubbliche». Così in una nota Italia Nostra Roma. «La prima grave chiusura che ha aperto il rischio di svendita degli ospedali romani è iniziata con la scomparsa dell’ospedale storico San Giacomo a via Ripetta, chiuso dalla Giunta Marrazzo nell’ottobre del 2008 dopo che nel mese di luglio era stata appena terminata la sua ristrutturazione dotandolo della più moderna tecnologia – si legge nel comunicato – Poi vi è stata quella del Nuovo Regina Margherita e così via fino allo scandalo recente di aver lasciato in totale abbandono e degrado il grande complesso del Forlanini intasando ancora di più proprio il San Camillo del quale faceva parte integrante. Tutti immobili situati nella città storica, di grande pregio immobiliare, pronti per essere venduti, non certo per utilizzo sanitario, per fare cassa senza considerare la perdita inaccettabile dei servizi pubblici ospedalieri già insufficienti prima della loro selvaggia operazione di dismissione. Inoltre si era garantito che era tutto pronto per ricevere pellegrini e turisti in arrivo per il Giubileo. Per fortuna finora non sono arrivati nel numero previsto. Cosa direbbero se avessero la disgrazia di essere portati al San Camillo?».

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