| categoria: sanità Lazio

IL CASO/ Nell’inferno dei Pronto Soccorso c’è anche l’emergenza materassi

QuI rischia di saltare in aria l’intero sistema ma si continua a far finta di niente. E’ collasso nei Pronto Soccorso degli ospedali romani e la Regione tace. Se non ci fosse un “ritardo” nella esplosione fisiologica dell’influenza ( i picchi non ci sono ancora stati) saremmo all’apocalisse. E meno male che i milioni di pellegrini non si sono ancora visti. Ma non era tutto pronto, non si erano sbloccati i vincoli del turn over, non erano state fatte le assunzioni, non erano stati restaurati ed efficientati i locali, le strutture deputate, non era tutto pronto per affrontare qualsiasi emergenza? La risposta non c’è e non è dato di sapere a di che cosa si stiano occupando i dirigenti regionali. Intanto si svegliano i quotidiani romani, picchia duro anche La Repubblica, tradizionalmente morbido nei confronti della sanità di Zingaretti. Denuncia l’emergenza “materassi” al San Camillo, racconta che nella notte tra venerdì e sabato un polacco di 52 anni è stato arrestato per aver percosso ripetutamente una sua connazionale di 47 anni per un “posto letto” nei sotterranei del padiglione Marchiafava. La donna, che ha riportato fratture ed emorragia celebrale, è stata operata ed è ricoverata in prognosi riservata. “C’è veramente troppa gente ad aspettare. Troppi malati, anche gravi. Mai vista una cosa simile, non è normale aspettare così tanto”, dicono i parenti dei pazienti. Se i corridoi sono per lo più liberi, con pochissimi letti che non sono nelle apposite sale, nelle stanze principali i pazienti si trovano a pochi centimetri l’uno dall’altro, tenuti costantemente sott’occhio da medici e infermieri che a stento riescono a passare tra un letto e l’altro. E il flusso di persone che “mette in difficoltà da circa sette giorni”, spiega un infermiere dal pronto soccorso, non sembra interrompersi. Alessio D’Amato, responsabile regionale della cabina di regia della Sanità, col direttore generale Antonio D’Urso, col direttore sanitario Francesco Cortese e con dirigente della medicina d’urgenza e del pronto soccorso Emanuele Guglielmelli, hanno fatto un sopralluogo, ma poi allargano le braccia. Sembrano sorpresi dall’evolversi della situazione. Balbettano spiegazioni, come se tutto non dipendesse da loro, dalla loro capacità di gestire ed organizzare. Devono arrivare altri letti, quella dei materassi per terra è una iniziativa estemporanea e non autorizzata, devono arrivare due nuovi medici… Come se cambiasse qualcosa.
Oltre alla struttura di Monteverde, dove ogni giorno passano oltre cento malati, i più congestionati, sono il Policlinico Umberto I, il Gemelli e il Sandro Pertini, che sono d’altra parte tra i maggiori nosocomi della Capitale. “Ma stiamo provvedendo a migliorare la situazione e ce la faremo”, conclude Alessio D’Amato, responsabile regionale della cabina di regia della Sanità. Implicita l’ammissione della sconfitta.

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