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Sub italiano muore in grotta subacquea in Canton Ticino

Dramma in una grotta subacquea nel Canton Ticino: un esperto sub-speleologo di Acqui Terme (Alessandria), Giancarlo Borgio, 39 anni, è morto, intrappolato a 70 metri di profondità alla sorgente Bossi, ad Arogno, non lontano da Lugano. La notizia del recupero del suo corpo senza vita è giunta con la felice conclusione di un’altra disavventura che ha visto protagonista una speleologa, E.C., che ieri pomeriggio si era infortunata nel Bresciano, a Serle. Assistita da un’amica, ad oltre 100 metri di profondità, la donna è stata portata in salvo questa mattina da una squadra specializzata del Soccorso Alpino e Speleologico. La mobilitazione dei soccorsi ad Arogno, invece, è stata vana: Borgio è stato trovato morto dopo le ricerche scattate già nel pomeriggio di ieri. Il sub di Acqui, che viveva nella vicina Strevi (Alessandria), non era riemerso insieme ai suoi compagni di immersione, un altro italiano ed uno svizzero, che hanno dato l’allarme appena risaliti in superficie. Sulla morte del sub alessandrino è stata aperta un’inchiesta della magistratura svizzera. La grotta di Arogno è una meta nota a sub e speleologi: vi si accede da un passaggio vicino alla strada che dall’abitato di Rovio porta ad Arogno, nel Canton Ticino. E la strada è stata bloccata per consentire le operazioni di soccorso coordinate dalla Polizia cantonale ed effettuata da speleologi-sub del Soccorso svizzero, dai sub della Polizia lacuale del lago di Lugano, dalla Protezione Civile del distretto di Mendrisio. In tutto, una quarantina di persone. Borgio era molto conosciuto nell’ambiente dei sub ed era appassionato di ricognizioni sui relitti delle imbarcazioni affondate. Due mesi fa aveva presentato ad Acqui il lavoro condotto con un cineoperatore a bordo dei resti della petroliera Heaven, al largo di Genova. Molti ‘colleghi’ erano colpiti dalla «scrupolosità con la quale preparava, nei minimi dettagli, ogni immersione». Avrebbe dovuto sposarsi il 25 giugno prossimo con una maestra d’asilo di Acqui Terme; lavorava con il padre Luciano, in un’impresa artigianale. «È una grave perdita per la nostra comunità – dice il sindaco, Enrico Silvio Bertero – Borgio era una persona apparentemente riservata, che però era vulcanico nelle sue iniziative a favore dello sport». Il padre e la fidanzata sono in Svizzera, in attesa del nulla osta per portare la salma di Borgio in Italia.

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