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UNIONI CIVILI/ Adozione spacca la maggioranza, verso scontro di emendamenti

Maggioranza spaccata, Pd diviso: con queste due incognite, concentrate sulla stepchild adoption, il ddl unioni civili si prepara ad un rush finale a colpi di emendamenti. Anche perché, per ora, un’ulteriore mediazione tra stepchild e affido rafforzato appare lontana dall’essere messa nero su bianco. Al Senato, intanto, già domani arriverà il ddl riforme: e, sullo slancio del via libera alla Camera, fonti Pd lasciano intendere l’obiettivo di arrivare ad un ok al ddl Boschi prima che la discussione in Aula sul ddl unioni civili entro nel vivo. «Ma sui tempi deciderà il Senato», sottolinea il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. Ma la prospettiva del superamento in calendario del ddl Boschi su quello Cirinnà allarma parte del Pd. Ieri, Federico Fornaro affermava che un ulteriore rinvio delle unioni civili avrebbe «il sapore della beffa». Mentre oggi Sergio Lo Giudice, se da un lato osserva che «non è detto che l’approvare le riforme rallenti le unioni civili» dall’altro avverte: «Voglio sperare che la data del 26 gennaio non venga toccata. Abbiamo aspettato abbastanza». E, aldilà dei tempi, resta il rischio che lo scontro nel Pd si traduca in una battaglia a colpi di emendamenti: se i cattodem hanno da tempo annunciato quello, sostenuto da almeno 25 senatori, sull’affido rafforzato, in vista ci sono anche emendamenti, caldeggiati dall’ala laica del Pd, che vanno nella direzione opposta, ovvero in quella dell’adozione piena. Delle ipotesi di ulteriori mediazioni nessuna sembra convincere tutti: né quella di un affido di 5 anni, né quello di un richiamo ulteriore al divieto alla gestazione per altri ex legge 40. Mentre c’è chi, nel Pd, non esclude l’emergere di perplessità costituzionali anche sulla stepchild, dopo quelle rimarcate dal capogruppo al Senato Luigi Zanda sull’affido. Con ulteriori incognite che potrebbero affacciarsi, come quelle legate al sondaggio Ipr Marketing commissionato da Qn secondo cui l’85% degli italiani è contrario alle adozioni gay. E contrario alle adozioni gay sarà anche il Family Day messo in cantiere per il 30 gennaio e sul quale, tuttavia, la Cei resta prudente. «Non c’è da prendere iniziative nuove», spiega il segretario generale Nunzio Galantino ricordando come da tempo la Chiesa stia intervenendo a difesa della famiglia. La volontà di cercare in Parlamento una mediazione, invece, resta. «Abbiamo la responsabilità di trovare un accordo, ma l’elemento chiave è l’impegno di arrivare a una legge», spiega il vicesegretario Pd Lorenzo Guerini. L’impressione, al momento, è che però si vada ad una conta in Aula (con voto segreto) con il punto della stepchild forte, sulla carta, di almeno 90 sì nel Pd, dell’ok del M5S e del sostegno di qualche senatore FI. Ferma, invece, la trincea Ap e la loro contrarietà alle «maggioranze variabili». «Il Pd pensa di continuare a cambiare il Paese» con Ap o con il M5S, ha chiesto oggi Maurizio Lupi prima del voto del via libera della Camera al ddl riforme. Domani, nel frattempo, alla riunione di presidenza del gruppo Pd si parlerà anche di unioni civili mentre per mercoledì è prevista l’ultima riunione della ‘bicameralina’ Pd. L’assemblea dei senatori proverà, in ‘zona Cesarini’, ad evitare lo scontro aperto in Aula.

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