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MAFIACAPITALE/ “I soldi o ti ammazzo”, in aula le estorsioni di Carminati&co

Le estorsioni del gruppo criminale capeggiato da Massimo Carminati sono state al centro della deposizione del capitano del Ros Giorgio Mazzoli, per la quarta volta sul banco dei testimoni nel maxiprocesso di ‘Mafia capitale’ in corso nell’aula bunker di Rebibbia. Il capitano del Ros, secondo teste dell’accusa, ha ricostruito alcuni episodi che hanno messo in luce la capacità di intimidazione del gruppo formato, oltre al ‘Cecato’, da Riccardo Brugia, Roberto Lacopo e lo ‘spaccapollici’ Matteo Calvio, che aveva la sua base operativa presso il distributore di corso Francia. Al centro della mattinata l’estorsione ai danni di un procacciatore d’affari ed ex funzionario della della Banca nazionale del Lavoro con una storia di truffa nel suo passato. L’uomo entra nelle intercettazioni di ‘Mafia capitale’ per un debito di 180mila euro nei confronti di Giovanni Lacopo, padre di Roberto. Davanti a ritardi e a rinvii, Giovanni Lacopo chiede l’aiuto del figlio. «Mo’ ce faccio parla’ qualcuno», dice Roberto rassicurando il padre in una intercettazione dell’aprile 2013. Un intervento che sembra non limitarsi a qualche parola. «Mi hanno massacrato ieri sera..mi hanno picchiato in mezzo alla gente, mi hanno rotto anche le costole e tu hai detto che non mi toccavano», si lamenta l’imprenditore con Roberto Lacopo in un’altra intercettazione letta in aula dal capitano del Ros. Rispondendo alle domande del pm Luca Tescaroli, Mazzoli ricostruisce come l’uomo venga messo alle corde dai suoi aguzzini. A rincarare la dose arrivano anche le esplicite minacce di Matteo Calvio, soprannominato lo ‘spaccapollici’. «Nun sgarrà, portami i soldi sennò t’ammazzo a te e tutti i tuoi figli». Altro esempio del potere intimidatorio del gruppo di Carminati &co, l’estorsione ai danni di un autista, romano, classe 1968, che si ritrova un debito da saldare con il benzinaio di corso Francia. Per fargli capire che deve pagare gli mandano sotto casa «una persona che fa’ i danni, uno con una cicatrice sulla bocca e tatuaggi (Matteo Calvio)», come dice lui stesso in una intercettazione.«Portami i soldi che ti conviene – scandisce Roberto Lacopo – Siamo rimasti che me li dai venerdì, fino a venerdì non c’hai nessuno sotto casa ma sabato te vengo a cerca»’. Nel corso dell’udienza di oggi la decima sezione penale del Tribunale presieduto da Rosanna Ianniello ha sollecitato il Dap, con parere favorevole anche del pubblico ministero, a disporre il trasferimento di Fabrizio Franco Testa dal carcere di Secondigliano a quello romano di Rebibbia per consentirgli i contatti con il figlio minore, affetto da una grave patologia. L’udienza è stata aggiornata a giovedì 14 gennaio alle ore 9. Sul banco dei testimoni ancora una volta il capitano del Ros, Giorgio Mazzoli

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