| categoria: sanità Lazio

Grottesco, il commissario non si è ancora potuto insediare all’Israelitico

Roma - Massimo Russo nominato commissario all'ospedale Israelitico

Incredibile, non ne parla più nessuno, quindi la questione è chiusa e risolta, si dovrebbe pensare. Non è così. Nel silenzio, nel vuoto pneumatico l’ospedale israelitico è ancora nella condizione che si denunciava a Natale: fermo. Non c’è il commissario prefettizio, condizione posta dalla Regione per riaprire le pratiche dell’accreditamento, quindi l’attività sanitaria non riparte. E non si venga a dire che è solo un ritardo burocratico. “La vicenda dell’ospedale Israelitico di Roma sta assumendo sempre più i contorni di una commedia grottesca che oltre a non far ridere nessuno rischia di affossare definitivamente qualunque speranza di rilancio per la struttura”- comunica, in una nota, l’ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri -“A distanza di oltre un mese e mezzo dalla sua nomina da parte del prefetto Gabrielli infatti–spiega Donato Menichella, Segretario Nazionale ANMIRS – il commissario Massimo Russo attende ancora di potersi insediare all’interno dell’ospedale e quindi diventare effettivamente operativo. Un passaggio tecnico fondamentale che la Regione ha posto come condizione imprescindibile per poter procedere alla riattivazione della convezione con l’Israelitico che quindi continua a vivere alla giornata, senza poter predisporre un serio piano di rilancio che garantisca la sopravvivenza dell’ospedale e la salvaguardia dei livelli occupazionali”.

“Non sappiamo se dietro al ritardo nell’insediamento del commissario Prefettizio ci siano solo lungaggini burocratiche o altro –prosegue Menichella- ma certamente il passare del tempo ed il rimpallo di responsabilità tra i diversi protagonisti di questa triste storia non fa che penalizzare i circa 700 dipendenti e le loro famiglie, alle prese da mesi ormai con una situazione di precarietà divenuta insostenibile. Si tratta di personale serio ed altamente qualificato rimasto invischiato in questo grave scandalo senza averne alcuna responsabilità. Non possiamo accettare che per colpe di pochi – che tra l’altro non sono in alcun modo più riconducibili alla gestione dell’ospedale- a rimetterci siano i medici, gli infermieri e tutti gli altri professionisti che hanno contribuito in questi anni a rendere l’Israelitico un’eccellenza del sistema sanitario laziale e non solo”.

“Per questo se la situazione non si risolverà nei prossimi giorni, se non nelle prossime ore, non potremo fare altro che appellarci nuovamente al Prefetto Gabrielli, che ha già dimostrato in passato di avere realmente a cuore il destino della struttura mostrando disponibilità in ogni incontro, per cercare di sbloccare questo stallo e far ripartire veramente e non solo a parole l’Israelitico” –conclude il Segretario Nazionale ANMIRS.

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