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Proietti, non si risolvono i problemi chiudendo i teatri

«I teatri soffrono, molti sono chiusi o stanno chiudendo. In fondo da anni ci ripetono sempre le stesse cose quando ci sono problemi si chiude. Si chiude con i problemi ma si chiude anche con i teatri, che non riaprono. Basti vedere cosa è accaduto, a Roma, con il Valle». È quanto ha dichiarato il regista e attore Gigi Proietti presentando oggi a Roma nello spazio della Libreria Feltrinelli di via Appia a Roma, accanto all’ex sindaco di Roma Walter Veltroni, il suo ultimo libro, ‘Decamerino – Novelle dietro le quinte’ edito da Rizzoli. Ed ha poi aggiunto: «Ho lavorato molto a teatro e non lo nascondo si fatica molto, è stressante, ma in fondo è un lavoro divertente. Quando alcuni giovani mi domandano -ha ricordato ancora- che cosa bisogna fare per diventare attori, io rispondo semplicemente ‘pensaci bene, pensa di capire se lo vuoi fare veramente’
Ed a proposito del suo ‘Decamerino’ che Gigi Proietti definisce amabilmente «un gioco di parole e di rimandi», ha ricordato di aver diretto per molti anni il teatro Brancaccio. «Il camerino -ha spiegato- era veramente non soltanto uno spazio fisico, ma soprattutto mentale. Un luogo di incontri. Il mio ‘Decamerino’ non è un romanzo, ma un racconto, spesso in versi, sulla mia città. Ho anche aggiunto -ha proseguito Proietti- uno spettacolo nato nel ’95. Doveva essere rappresentato per il Giubileo del 2000. Una sorta di sacra rappresentazione con un gruppo di barboni. Non andò mai in scena per problemi economici, avevo già un titolo pronto ‘Cartoni animati’. Un giubileo -ha sottolineato ancora- che Papa Francesco aveva già in mente, me volesse copià…».
Non si sarà alcuna satira politica nel ‘Decamerino’ di Gigi Proietti. «Non l’ho mai fatta nei miei spettacoli. Forse ci sarà satira in versi, quella sì. non ho mai imitato i politici -ha aggiunto- non mi riesce. Bastano quelli veri. Racconto Roma, tra la malinconia e il sorriso, e sottolineo Roma e non la Roma perchè quella è un’altra storia».

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