| categoria: politica

BOX/ Il caso Gay.it al Senato. Affido a rischio pallottoliere

Messi nero su bianco, in rete, con nome e cognome: nel pieno delle polemiche sule unioni civili Gay.it opta per un intervento ‘deciso’ pubblicando la lista dei senatori Pd che non voterebbe il ddl con la stepchild adoption. Una lista che ieri sera contava 36 senatori Dem e che, con il passar delle ore si è assottigliata a 26 nomi. Ma sulla decisione di Gay.it scoppia un vero e proprio caso, con il Pd che parla di «squadrismo». E la lista, aldilà della bufera innescata, rischia di gettare nuovi dubbi sul fronte favorevole, in Aula e con voto segreto, alla stepchild adoption. «27 (o 25) senatori Pd: se passa stepchild no a unioni civili. I nomi», è il titolo dell’articolo del sito di Alessio De Giorgi, uno dei più noti imprenditori omosessuali italiani da sempre vicino al Pd. La lista, che dopo le smentite giunte da a alcuni senatori Dem – e pubblicate sul sito – si ferma a 26 unità e include, in buona parte i Cattodem pro-affido. Ma anche tra quest’ultimi l’indignazione è alta. «Non ho mai detto che non avrei votato il ddl, anche con la stepchild», precisa Rosa Maria di Giorgi mentre il renziano Andrea Marcucci attacca: «è una lista di proscrizione». «Si parla di senatori, è solo un’operazione verità», è la replica di Gay.it che, in ogni caso, apre la breccia al rebus dei voti in Aula. Sulla carta l’art.5 sulla stepchild (e senza quindi ulteriori mediazioni) vedrebbe infatti il sì di almeno 90 Pd, di 35 senatori del M5S e di 15-20 membri (inclusa Sel) del gruppo Misto, per un totale 140-145 sì. A questi andrebbero aggiunti i 20 senatori del gruppo Autonomie e un manipolo (5-10 senatori) di senatori FI, in cui vigerà comunque la libertà di coscienza. Ma il tema è spinoso, le divisioni trasversali, la conta soggetta a mille incertezze. «Non ci si può fidare del M5S», è il suggerimento che giunge dai Cattodem, che contano «30-40» esponenti Pd pro-affido e contrari alla stepchild. A tutto ciò si aggiunga l’eterogeneità dei gruppi Misto e Autonomie, il ruolo incerto dei verdiniani, nonchè il ‘peso’ che la bocciatura della stepchild potrebbe avere sull’intero ddl. Ap, con i suoi 31 senatori, ha invece già annunciato il proprio ‘no’ sia all’adozione che all’affido. Con una postilla: numeri alla mano è possibile che, al momento del voto, il mancato appoggio centrista all’affido possa impedire, alla fine, l’approvazione dell’emendamento sull’affido.

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