| categoria: Roma e Lazio

Il Papa in visita alla Sinagoga, eccezionali misure di sicurezza

L’attesa è terminata. Questo pomeriggio, alle 16, Papa Francesco sarà finalmente ospite della Comunità ebraica romana. L’evento – che vedrà muoversi in forze la macchina della sicurezza studiata dalla questura – è tenuto in altissima considerazione in Vaticano. «Questa terza visita di un Pontefice al ghetto, programmata da tempo su invito del rabbino capo Di Segni e della Cer, di si inserisce in quel dialogo già instaurato da Giovanni XXIII e rafforzerà i rapporti tra cattolici ed ebrei. Benché non faccia parte degli appuntamenti giubilari, è significativo che l’appuntamento cada durante questo Anno Santo. È il Giubileo della Misericordia, che unisce tutti gli uomini e le religioni», ricorda monsignor Rino Fisichella, arcivescovo e presidente del Pontificio consiglio per la rievangelizzazione e del comitato organizzatore del Giubileo.

Oltre ai 300 giornalisti provenienti da tutto il mondo, alla cerimonia parteciperanno centinaia di ospiti. Accanto al presidente della Comunità ebraica romana Ruth Dureghello e al vertice dell’Unione delle comunità ebraiche italiane Renzo Gattegna ci saranno i rappresentanti del Rabbinato d’Israele, del World jewish congress e dei Rabbini europei. Ancora: il ministro dei Servizi religiosi d’Israele David Azulay e Yuli Edelstein, il presidente della Knesset, il parlamento israeliano. Papa Bergoglio sarà accompagnato dai cardinali Agostino Vallini e Pietro Parolin. A rappresentare Roma e il Lazio ecco il commissario straordinario Tronca e il governatore Zingaretti.

Per proteggere al meglio ospiti e autorità, il lungotevere De’ Cenci sarà chiuso già dalle 13.30 e fino alle 18 tra via del Foro Olitario e via Arenula. Nell’area rossa, la no fly zone compresa tra piazza delle Cinque Scole e largo 16 ottobre, le auto e le moto sono state rimosse già ieri. Sotto gli occhi di 800 tra poliziotti e carabinieri, il Pontefice deporrà prima i fiori sulla lapide che ricorda la deportazione del 1943. Poi, dopo aver percorso a piedi via Catalana, raggiungerà la lapide che ricorda Stefano Gaj Tachè, il bambino ucciso nel 1982 nel corso dell’attentato terroristico palestinese. Quando le lancette segneranno le 16.20, il Papa entrerà in Sinagoga.

Per Renzo Gattegna, presidente dell’Ucei, la visita di questo pomeriggio sarà «un’occasione storica per trasformare l’amicizia e il dialogo avviati 50 anni fa con la dichiarazione “Nostra Aetate” del Concilio Vaticano II in un processo irreversibile di fratellanza. Non dobbiamo sprecarla». Difficile visto il grande feeling di Papa Francesco con la comunità ebraica. Nel 2013, prima di diventare Santo Padre, Bergoglio pubblicò “Il cielo e la terra», un dialogo scritto a quattro mani con Abram Skorka, rabbino della comunità di Benei Tiuka e professore di diritto ebraico all’università di Salamanca. Un esempio di rispetto tra due diverse identità religiose

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