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CARNEVALE/ Dal Papa all’Expo nei carri allegorici di Sciacca

Maschere, costumi e carri. Senza dimenticare che satira e allegoria sono il modo attraverso cui raccontare la realtà, dalla cronaca alla politica. La grande macchina del Carnevale di Sciacca, uno dei più antichi della tradizione siciliana, è già partita e le maestranze sono all’opera per dar vita a uno spettacolo che quest’anno, per la prima volta, prevede due appuntamenti: dal 6 al 9 febbraio e il 13 e 14 febbraio. «Per la prima volta abbiamo scelto di spalmare il nostro Carnevale – spiega all’Adnkronos l’assessore allo Spettacolo del comune di Sciacca Salvatore Monte – su due fine settimana. Un modo per attrarre più turismo, ma anche per scongiurare il rischio maltempo che negli ultimi due anni ci ha creato qualche problema. L’anno scorso abbiamo dovuto rinviare la sfilata finale».Dal 6 febbraio, le vie del paese dell’agrigentino saranno animate da spettacoli, musica, eventi che si protrarranno fino a San Valentino. Protagonisti saranno sei carri allegorici, compreso quello del Peppe Nappa, maschera tradizionale della festa e capofila delle sfilate. I carri percorreranno il tradizione percorso nel centro storico della città e piazza Scandaliata farà da palcoscenico, come ogni anno, alle recite. «Una delle caratteristiche del Carnevale di Sciacca – racconta l’assessore allo Spettacolo – è proprio la presenza di carri e la recita di copioni ispirati agli avvenimenti locali, nazionali e internazionali più importanti dell’anno. Non mancheranno quest’anno il Papa, l’Expo, Renzi e la Merkel, ma anche i problemi della nostra città». realizzare la maschera tradizionale del Carnevale sciacchitano, e il suo carro, sarà l’associazione ‘Punto a capo’ che sta lavorando a un Peppe Nappa «maestoso» il cui tradizionale rogo che chiude la manifestazione, quest’anno, non si svolgerà il martedì grasso ma sarà rinviato al 14 febbraio. L’associazione ‘La Ragnatela’, vincitrice dell’edizione 2015 del Carnevale di Sciacca, quest’anno è impegnata nella realizzazione del carro ‘Non voglio solo la luna’ che vede protagonista un astronauta combattuto fra la voglia di lasciare la Terra e quella di rimanere. Un’allegoria del popolo italiano ma anche dei cittadini di Sciacca attanagliati dai problemi ma comunque innamorati del loro paese. ‘Sta zorba che dei’ è il carro realizzato dall’associazione ‘Sos Spettacoli’. Ambientato in Grecia, ha per protagonista gli dei, allegoria delle potenze economiche e politiche dei giorni nostri che le divinità dell’antica Grecia condizionano la vita degli esseri umani. origini del Carnevale di Sciacca risalgono all’epoca romana anche se la prima attestazione storica va ritrovate nell’opera ‘Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane’ di Giuseppe Pitré del 1889. Le prime recite, rigorosamente in dialetto, sui carri risalgono agli anni Venti dello scorso secolo ma fu nel secondo dopoguerra che ai carri venne dato un tema e si decise di organizzare una competizione. La maschera tradizionale del Peppe Nappa, carro capofila della sfilata e che chiude la manifestazione con il suo rogo, risale invece all’ultimo decennio del IXX secolo. «Il Carnevale è uno dei momenti più importanti per destagionalizzare l’offerta turistica di Sciacca – conclude l’assessore allo Spettacolo Salvatore Monte – In tempi di gloria siamo arrivati anche a 200mila presenze nel periodo della manifestazione, ma sarei già contento se quest’anno fossero 100mila».

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