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PD/ Stop di Renzi su Verdini. Ma i dem sono in tensione sull’affiancamento di Ala

«No». Matteo Renzi risponde conciso a ‘Porta a Porta’ quando gli viene chiesto se Ala di Denis Verdini sia entrata in maggioranza. Una risposta che rischia tuttavia di non fermare la polemica nel Pd sul rapporto con i verdiniani. Il caso è scoppiato oggi con il rinnovo delle commissioni al Senato: ad Ala sono andate 3 vicepresidenze che, per prassi, vanno all’opposizione. Il punto è che le nomine dei verdiniani non sono state concordate con l’opposizione ma con la maggioranza. Verdini oggi ha avuto un lungo colloquio a palazzo Madama con il capogruppo Pd, Luigi Zanda. Di qui, le tensioni nel Pd con Roberto Speranza che chiede a Renzi di chiarire se «esiste una nuova maggioranza politica che sostiene il governo». Tensioni accresciute dal fatto che ieri al Senato i voti di Verdini sono stati determinanti per il via libera alle riforme. «Mercimonio», «voti in cambio di poltrone» ecc. ecc. sono le accuse delle opposizioni. Opposizione che, secondo ambienti parlamentari del Pd, hanno giocato la loro partita, tutta politica, sulla vicenda. «Noi -dicono i dem- avevamo posto da tempo a Grasso il problema di una ridistribuzione della rappresentanza nei gruppi. Dal 2013 a oggi alcuni gruppi si sono ridimensionati, vedi i 5 Stelle. Altri sono nati: come Ala che ha ben 18 senatori. La questione non è mai stata affrontata». E quando è arrivato il momento del rinnovo delle commissioni «Fi e M5S -accusano i dem-hanno fatto asse per escludere Ala dalle nomine e così il Pd se ne è fatto carico». Il Pd si è fatto carico di Ala, si spiega, che «con 18 senatori sarebbe rimasta senza rappresentanza» e Renzi alla registrazione di ‘Porta a Porta’ taglia corto «Non c’e’ nessuna presidenza di commissione di Verdini. Ce n’è una di Forza Italia. Ma è un dibattito che non mi appassiona, che appassiona gli addetti ai lavori. Le vicepresidenze delle commissioni le lascio agli appassionati». Alla minoranza Pd, però, le spiegazioni dei vertici dem sembrano una presa in giro, per usare un eufemismo. E il tema sarà sollevato alla Direzione di domani con Renzi. «Ieri il voto di Verdini & company al Senato, decisivo ai fini del raggiungimento della maggioranza assoluta. Oggi -ha detto Speranza- la elezione di tre vice presidenti delle commissioni al Senato appartenenti al gruppo Ala. Forse è il caso che Renzi ci dica se esiste una nuova maggioranza politica che sostiene il governo e che comprende anche Verdini. Se è così si deve aprire un dibattito pubblico e in Parlamento». E Pier Luigi Bersani aggiunge: Verdini «parla di affiancarsi al Pd ma ha ragione lui: se fai un listone con un altro partito il termine tecnico è affiliazione… E se dovesse esserci lui con noi, avrei un bel problema. Non accetterei mai uno snaturamento del Pd così evidente e palese. Il Pd non può diventare l’indistinto dove tutto si ammucchia. Queste pensate tattiche e trasformistiche sono destinate a essere spazzate via».

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