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STORIE DI COPERTINA/ Il futuro è Termini

Roma - Piazza dei Cinquecento, Stazione Termini (Foto Online News)

Un progetto di restyling futuristico per la più grande stazione d’Italia e il quadrante circostante. Ma il vero problema da risolvere (prima dei lavori) è lo stato di degrado in cui versano da decenni le vie laterali: Marsala e Giolitti. Tra i nodi principali:abusivismo, clochard, prostituzione, questioni sotto gli occhi di tutti in ogni lato di piazza dei Cinquecento che non possono non essere presi in considerazione

Giuseppe Cecchini
Per Termini forse il momento della svolta, della maturità è davvero dietro l’angolo. Non i proclami e gli interventi tampone di Marino e dei suoi assessori, non i lavoretti per il Giubileo, non ancora terminati, ma qualcosa che cambi veramente il verso di una delle strutture più importanti della capitale. E’ interesse comune, non solo del Campidoglio, ci sono di mezzo le Fs e la potentissima Grandi Stazioni, che solo a Roma stenta a imporsi con tutta la sua potenza finanziaria e di idee. Nei giorni scorsi si è tenuta negli uffici del Campidoglio una riunione operativa tra il Commissario Tronca e i vertici di Ferrovie dello Stato, Grandi Stazioni, vigili urbani, Atac, Ama e Acea, per la realizzazione del piano per la riqualificazione di Termini con interventi tra l’altro contro gli ambulanti abusivi che assediano la zona fino a renderla impraticabile. Si agirà, è stato detto, «in tutto il quadrante circostante la stazione, vero e proprio biglietto da visita della città, per rendere l’area più sicura in tutte le ventiquattrore».

Lo aveva già promesso il precedente sindaco, per la verità, ma l’obiettivo è irrinunciabile per Tronca che ha dalla sua i poteri e un pragmatismo invidiabile. Si prevede anche un progetto di restyling del perimetro di via Giolitti e via Marsala firmato da Grandi Stazioni e Fs, mentre Acea penserà all’ampliamento e potenziamento del sistema di illuminazione e Atac si è detta disponibile a interventi di recupero delle scale di accesso alle stazioni metropolitane con la collaborazione di Ama, già impegnata a garantire un presidio fisso di squadre e operatori per la raccolta dei rifiuti e pronta ad aumentare l’operazione di pulizia meccanizzata e il mantenimento del decoro della piazza e dei suoi monumenti, oltreché degli ingressi di Palazzo Massimo e delle Terme di Diocleziano.

Infine l’help desk del Dipartimento politiche sociali del Comune, quello accanto al binario 1, diventerà punto di coordinamento per censire la presenza di senza fissa dimora e minori e collegamento delle attività di volontariato. Resta un punto interrogativo la questione sicurezza, più volte sollevata, mai giunta ad una fase risolutiva. L’area di Termini va messa in sicurezza e mantenuta tale, non solo in occasione di particolari eventi. Un esercito di invisibili, di sbandati, di clochard continua a presidiare ogni angolo disponibile, le fasce laterali non sono affatto sicure. Se la stazione deve diventare un gioiello, come un gioiello deve essere protetta. Una operazione di medio termine non più rimandabile, alla quale dovrebbe accompagnarsi una operazione di pulizia capillare , una sorta di bonifica dell’area circostante.

E’ noto a tutti che attorno a Termini vive e prospera una casbah incontrollata nella quale tutto è permesso, la bonifica dovrebbe interessare anche esercizi commerciali ed attività abbastanza equivoche che proliferano e si sviluppano; andrebbe anche rivisto il sistema della concessione delle licenze, assegnate senza logica e senza un criterio. Ma non è finita. Nella prospettiva – fine lavori 2019 – c’è anche la realizzazione di un gigantesco parcheggio per 1330 posti auto, in corso di realizzazione sopra i binari della più grande stazione d’Italia . Il progetto è di Grandi Stazioni, il primo del genere in Europa, una sfida ingegneristica che ha dell’incredibile. Un parcheggio di tre piani che risolverà definitivamente il problema della sosta nell’area della stazione. La stazione Termini che tutti vogliamo, la stazione dei sogni, il futuro. Chissà quale sindaco sarà chiamato ad inaugurarlo. (Anteprima) Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio n.3 del 23 gennaio 2016

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