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GIUSTIZIA/ Giudici di pace sul piede di guerra, basta bugie. Pronti a manifestare

I giudici di pace sul piede di guerra si dicono pronti a scendere in piazza per tutelare la loro professionalità. Il prossimo 27 gennaio, il plenum del Csm delibererà sul parere di riforma della magistratura onoraria (disegno di legge attualmente all’esame del Senato) elaborato dalle Commissioni Sesta e Ottava. L’Unione Nazionale dei Giudici di pace, in una nota, definisce «assai deludente la bozza di parere elaborate dalle competenti Commissioni, le quali, dopo essere partite da un presupposto inconfutabile, ossia che i magistrati onorari in Italia sono tali solo di nome, ma di fatto esercitano in via continuativa ed a tempo pieno la funzione giurisdizionale, smaltendo oltre il 50% del contenzioso penale e civile, arriva ad una conclusione contraddittoria, per non dire aberrante, escludendo che si possa procedere alla loro stabilizzazione». «A differenza di tutti gli altri paesi d’Europa, ove la magistratura onoraria è realmente tale, esercita tutt’altra professione e si occupa in via del tutto occasionale della funzione giudiziaria – dichiara il segretario generale Alberto Rossi – in Italia si è creata una situazione di palese incompatibilità della qualifica onoraria riferita a magistrati che esercitano in via esclusiva la funzione giudiziaria, arrivando addirittura i giudici di pace a trattare e definire oltre 800 processi all’anno, con carichi di lavoro anche superiori a quelli dei magistrati di carriera, rispetto ai quali i giudici di pace sono tenuti agli stessi doveri, svolgono identiche funzioni e devono garantire livelli di produttività, presenza in ufficio e costante reperibilità in maniera del tutto assimilabile». «Gli stessi dati evidenziati nel parere del Csm escludono inequivocabilmente la natura onoraria del servizio reso dai giudici di pace e dai magistrati cd. onorari in generale- aggiunge Rossi -. In Norvegia, ad esempio, esistono 850 magistrati onorari per ogni 100 mila cittadini, laddove in Italia il numero dei magistrati onorari è di gran lunga inferiore, precisamente pari a 5,5 magistrati onorari per ogni 100.000 cittadini, e semmai comparabile proprio al numero dei magistrati di carriera, pari ad 8 magistrati per ogni 100.000 cittadini. »Ne discende, di tutta evidenza, che i giudici di pace, al pari dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari, devono essere, ad ogni effetto, definiti magistrati professionali, non rinvenendosi, quanto ai doveri, alla produttività, ai carichi di lavoro, agli obblighi di formazione continua, nessuna differenza con i magistrati di carriera«, sottolinea. «In quel parere – dice il presidente Mariaflora Di Giovanni – leggiamo affermazioni che, lungi dall’avere un qualsiasi fondamento giuridico, mal celano il timore, da parte delle componenti maggiormente politicizzate della magistratura di carriera, che si possa addivenire alla stabilizzazione di magistrati ad ogni effetto professionali, come sicuramente devono essere definiti i giudici di pace, anche alla luce delle recenti prese di posizione della Corte di Giustizia Europea e della Commissione Europea in materia, con l’avvio di procedure di infrazione a carico dello Stato Italiano». I giudici di pace, dunque, unitamente ai giudici onorari di tribunale ed ai vice procuratori onorari, organizzeranno, in concomitanza con la seduta del plenum, una manifestazione nazionale a piazza Indipendenza per esternare tutta la delusione davanti alla «mancanza di coraggio da parte del Csm nel prendere atto di una situazione di fatto oramai stabilizzatasi da oltre un decennio, continuando ostinatamente a negare la natura professionale della funzione svolta da magistrati che di onorario non hanno assolutamente nulla».

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