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Kerry, via sanzioni alla Russia se rispetta gli impegni

Washington apre sulle sanzioni alla Russia. È stato il segretario di stato John Kerry a lasciar intravedere sviluppi positivi gia’ quest’anno, ma solo ad un patto: che il Cremlino rispetti alle lettera gli impegni presi con l’accordo di Minsk sulla pace in Ucraina. ll capo della diplomazia Usa e’ intervenuto al World Economic Forum di Davos. Di fronte una platea di economisti e imprenditori preoccupati delle conseguenze che le misure prese dalla comunita’ internazionale contro Mosca possano provocare un crollo dell’economia russa, gia’ sull’orlo del precipizio, col rublo svalutato e il crollo del prezzo del petrolio che non aiuta un Paese in profonda crisi. Crisi che – e’ il timore principale – puo’ aggravare le turbolenze che stanno caratterizzando l’economia globale e i mercati. L’apertura di Kerry e’ certamente la piu’ importante delle ultime settimane, in cui le tensioni tra Washington e Mosca non sono mancate. Soprattutto con la decisione del Dipartimento al tesoro americano che circa un mese fa ha esteso le sanzioni. Ma la guerra tra le due capitali prosegue anche a livello diplomatico. È notizia dei giorni scorsi che gli Usa hanno revocato le credenziali a cinque consoli onorari russi, come risposta a iniziative analoghe di Mosca verso diplomatici americani. Il comune obiettivo della lotta all’Isis impone però un riavvicinamento tra Usa e Russia. Gli ultimi incontri e contatti tra Barack Obama e Vladimir Putin sono stati dei tentativi non facili di disgelo. Ora Kerry si spinge piu’ avanti: gli Stati Uniti potrebbero considerare la revoca delle sanzioni contro la Russia, almeno parzialmente, entro la fine dell’anno se il Cremlino attuera’ l’intesa di Misnk. «È possibile nei prossimi mesi che con uno sforzo da parte di tutte le parti in causa si possa trovare un accordo», ha ripetuto il segretario di stato: «Ci vogliono impegno e buona fede». Un ruolo importante potrebbero svolgerlo proprio Kerry e il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, i cui rapporti personali sono molto stretti. Rapporti rafforzatasi soprattutto dopo le maratone negoziali su Siria e Iran. Niente a che vedere con la generale freddezza che contraddistingue le relazioni tra Obama e Putin. Chiaramente non contenta delle dichiarazioni di Kerry e’ Kiev, secondo cui un ammorbidimento o addirittura una soppressione delle sanzioni alla Russia e’ impensabile fino a che l’Ucraina non abbia ripreso il pieno controllo dei suoi confini.

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